Un destino crudele si è accanito su una famiglia residente a Monselice, nella provincia di Padova. Una coppia si è vista portare via entrambe le figlie, Greta nel 2012 a soli 4 anni e ora Giulia, che di anni ne aveva 10. Greta e Giulia erano sorelle gemelle e a ucciderle è stato lo stesso male, la Mielodisplasia Areb T., una malattia che colpisce il midollo osseo e che nella sua forma maligna si evolve in leucemia. Come riportano i quotidiani locali, Giulia si è spenta lo scorso mercoledì all'ospedale di Padova, dove il papà Stefano Belluco e la mamma Tania Trifan l'avevano portata di corsa domenica notte, dopo un aggravarsi delle sue condizioni. Negli ultimi mesi la piccola Giulia aveva potuto trascorrere quasi ogni notte a casa, circondata dall'affetto dei suoi cari, grazie al pieno appoggio e supporto del day hospital del reparto di Oncoematologia Pediatrica di Padova, da cui era seguita.

Giulia in passato aveva donato il midollo alla sorella Greta – Lunghi capelli biondi e occhi azzurri, era stata proprio Giulia ad aiutare, anni prima, la gemellina Greta che stava male. Le aveva donato il midollo, un gesto che inizialmente sembrava potesse rivelarsi risolutivo. Invece purtroppo non è stato sufficiente per salvare Greta. Anche Giulia, dopo le cure degli ultimi mesi, sembrava essersi ripresa, ma poi ultimamente c’è stato un improvviso peggioramento che l’ha portata alla morte.

Lutto a Monselice – Ed è lutto ora a Monselice, dove la comunità è stretta attorno ai genitori delle bambine. “Lunedì mattina ci siamo alzati e ci siamo accorti che in casa non c'era nessuno – ha raccontato ai quotidiani una vicina di casa della famiglia Belluco -. Abbiamo aspettato con angoscia di vederli tornare, poi siamo stati informati che Giulia aveva avuto un peggioramento. Lunedì e martedì notte, Macchia, la cagnolona che Giulia aveva ricevuto in regalo dopo la morte di Greta e che amava con tutta se stessa, non ha fatto altro che piangere, quando di solito non si sente nemmeno. Sembrava capire quello che stava accadendo. E quando mercoledì notte sono tornati a casa Stefano e Tania, all'una e quaranta, Macchia ha girato forsennatamente intorno all'auto, come aspettando che Giulia scendesse. Poi si è come spenta, rassegnata”.