“Quello là, siccome noi ci volevamo bene capito, assai ci volevamo bene, perciò da me puoi stare tranquillo che né mi manderà nessuno, né viene nessuno". È questo il contenuto choc di una telefonata che l'ex deputato regionale dell'Ncd, Giovanni Lo Sciuto, arrestato ieri nel corso di un blitz dei carabinieri del nucleo investigativo di Trapani a Castelvetrano insieme ad altre 26 persone per l’associazione segreta da lui capeggiata, ha fatto ad un amico massone, Nicola Clemenza, millantando uno speciale rapporto di amicizia con il superlatitante Matteo Messina Denaro. "E né mi mette in pericolo a me perché lo sa che, lo capisce che da me non deve venire nessuno perché consuma pure a me hai capito?", continua ancora Lo Sciuto parlando di un legame con il boss, di cui si sono perse le tracce più di 25 anni fa, che affondava le sue radici al periodo dell'adolescenza.

"Quando eravamo ragazzini – insisteva – ci volevamo bene, poi lui ha fatto la sua strada … minchia, come mi tratta, mi tratta mi tratta. Però lui minchia quando ha preso quella strada mi ha detto ‘Giova' io faccio una strada, tu fai una strada, statti lontano', minchia me lo è venuto a dire", aggiungendo anche di sentirsi protetto proprio grazie a quell'amicizia di vecchia data. "Diceva, da Giovanni Lo Sciuto non ci deve andare nessuno, lasciatelo stare a quello che quello deve fare un’altra strada". E poi ancora a Clemenza, in riferimento alla loggia massonica di cui era a capo: "Non sono in commissione antimafia Nico'? Appena arrivano le lettere anonime sulla massoneria…Nico' appena ti arrivano quattro lettere anonime, non si capisce?…arrivano cose sulla massoneria, se sono cose di altri paesi non mi, quando sono cose di qui le prendo e le strappiamo". In realtà, della vicinanza di Lo Sciuto e il boss latitante si era già parlato nel 1998 quando un esposto anonimo, come ricorda Il Giornale di Sicilia, indicava il politico come finanziatore di Messina Denaro. Ma oggi, alla luce del terremoto provocato dal blitz a Castelvetrano, quel legame diventa molto più significativo.

Lo Sciuto è stato arrestato ieri, giovedì 21 marzo, per essere a capo di una vera e propria loggia massonica segreta "capace di condizionare la politica e la burocrazia". Insieme a lui, definito l'uomo chiave di questo sistema corruttivo, sono finite in manette altre 26 persone tra cui l'ex sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, e l'ex presidente dell'Ars ed ex deputato nazionale di Forza Italia, Francesco Cascio. Ci sono anche tre poliziotti tra gli arrestati nell'ambito dell'inchiesta denominata Artemisia: uno presta servizio alla questura di Palermo, uno a Castelvetrano e uno alla Dia di Trapani. Nella bufera è finita anche l'Inps: lo stesso Lo Sciuto pare avesse fatto un accordo con il medico Rosario Orlando, ex responsabile del Centro Medico Legale dell'Inps, fino al maggio 2016, che prevedeva la concessione di numerose pensioni di invalidità, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge, a soggetti da lui indicati. Al momento sono circa 70 i casi di pensioni di invalidità al vaglio degli inquirenti.