Sono stati resi noti oggi, martedì 19 marzo, i nomi dei 5 finalisti dell'edizione 2018 del Premio Morrone per il giornalismo investigativo. I cinque team di under 30 sono stati scelti tra più di 50 candidati dalla giuria presieduta da Beppe Giulietti, presidente della Fnsi. Si tratta di Mario Catalano e Vincenzo Pizzuto, per la categoria video; di Giovanni Culmone, Marina De Ghantuz Cubbe, Ludovico Tallarita, sempre per la categoria video; Elena Kanadiakis, Lidia Sirna, Eleonora Zocca per la categoria video; e Maurizio Franco, Matteo Garavoglia, Ruggero Scotti per la categoria sperimentale. A partire da oggi cominceranno la realizzazione delle rispettive inchieste, che li vedranno impegnati nei prossimi mesi con il sostegno di un pool di tutor, di cui fanno parte Chiara Cazzaniga, Raffaella Pusceddu, Pietro Suber e Giovanni Tizian.

A ciascun progetto finalista viene assegnato un contributo iniziale in denaro di quattromila euro da impiegare nello sviluppo e nella produzione dell’inchiesta. Le quattro inchieste concorrono
inoltre ad un premio finale del valore di duemila euro per ciascuna categoria. I lavori vincenti verranno diffusi, per la categoria video, da Rainews e, da quest’anno, con l'introduzione della nuova categoria sperimentale, anche dai social e dalle piattaforme digitali della Rai. Inoltre, le inchieste prodotte saranno invitate a partecipare a festival e incontri in Italia e all'estero. Da 8 anni il Premio Morrione è una occasione unica per tutti coloro che vogliamo cimentarsi nel giornalismo investigativo. Dal 2011 a oggi, hanno partecipato al bando 806 giovani autori con 541 soggetti di inchiesta e, grazie al Premio, sono state realizzate 24 inchieste giornalistiche.

Si ricorda che il premio deve il suo nome a Roberto Morrione, giornalista Rai, che ha lavorato nel corso della sua carriera con alcune delle più grandi penne dell'epoca moderna, da Enzo Biagi a Sandro Curzi, fino a diventare alla fine degli anni Novanta direttore di Televideo e poi di Rai International. Dal 1999 al 2006 è fondatore e direttore di Rai News 24, oltre che coordinatore editoriale di Rai Med. Proprio sotto la sua guida, RaiNews ha firmato numerose inchieste a livello internazionale, che hanno avuto una grossa eco in tutto il mondo, come nel caso di quella sulle armi segrete sperimentate in Iraq. Dopo aver lasciato la televisione pubblica per limiti d'età, si è dedicato alla creazione della Fondazione Libera Informazione all'interno dell'associazione Libera di Don Ciotti.