Per tutti gli aspiranti giornalisti d'assalto c'è una buona notizia: è stato pubblicato il bando dell'ottava edizione del Premio Morrione, dedicato all'informazione libera e al giornalismo investigativo. Tante le novità rispetto agli scorsi anni, prima di tutto l'età dei partecipanti, che non devono aver compiuto 30 anni, e poi l'ingresso della categoria di "inchiesta sperimentale". In palio c'è un premio finale di duemila euro per il lavoro che una giuria di esperti valuterà come migliore e che verrà anche pubblicata su RaiNews. Ecco, allora, tutto quello che c'è da sapere per partecipare alla competizione.

Chi può candidarsi al Premio Morrione 2019

L'ottava edizione del Premio Morrione è aperta a tutti coloro che sono nati dopo il 31 dicembre 1988 senza alcuna distinzione di titolo di studio, percorso lavorativo o altro. In altre parole, a differenza di quanto accadeva gli anni passati, quando potevano presentarsi tutti gli under 31, possono partecipare soltanto coloro che non hanno ancora compiuto 30 anni d'età. Ci si può candidare anche in gruppi per un totale di 3 componenti per ciascun progetto. Tutti i lavori devono pervenire alla segreteria del Premio entro e non oltre il 20 gennaio 2019, mediante la compilazione online dell’apposito modulo, in cui si dovranno segnalare il tema e l'obiettivo del progetto, le fonti e i testimoni a disposizione e l'orientamento informativo. Entro il 30 marzo verranno comunicati le inchieste scelte. Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito dedicato.

Le categorie: videoinchiesta e inchiesta sperimentale

Gli organizzatori del Premio Morrione hanno deciso di introdurre una nuova categoria per l'edizione 2019. Da un lato ci sono le tradizionali videoinchieste che, si ricorda, dovranno avere una durata massima di 20 minuti e per le quali a ciascuno dei progetti scelti verrà assegnato un contributo in denaro di quattromila euro, divisi in due tranche, ed il supporto di un tutor giornalistico per la sua realizzazione. Dall'altre le nuove inchieste sperimentali. I candidati a questa categoria saranno liberi di proporre lavori giornalistici realizzabili con qualunque linguaggio, tecnologia e stile espositivo, dal web-doc, alle graphic novel, dalla web serie all'audio inchiesta, passando per il fotodocumentario, il video-gaming e le animazioni. Insomma, tutto quanto di innovativo, adatto alla narrazione giornalistica, sia stato finora utilizzato o che, al contrario, stia soltanto per esserlo.

Il ricordo di Roberto Morrione nel segno dell'informazione di qualità

Il Premio Morrione deve il suo nome, e la sua anima, a Roberto Morrione, giornalista Rai, che ha lavorato nel corso della sua carriera con alcune delle più grandi penne dell'epoca moderna, da Enzo Biagi a Sandro Curzi, fino a diventare alla fine degli anni Novanta direttore di Televideo e poi di Rai International. Dal 1999 al 2006 è fondatore e direttore di Rai News 24, il primo canale italiano d'informazione continua e multimediale, oltre che coordinatore editoriale di Rai Med. Proprio sotto la sua guida, RaiNews ha firmato numerose inchieste a livello internazionale, che hanno avuto una grossa eco in tutto il mondo, come nel caso di quella sulle armi segrete sperimentate in Iraq. Dopo aver lasciato la televisione pubblica per limiti d'età, si è dedicato alla creazione della Fondazione Libera Informazione all'interno dell'associazione Libera di Don Ciotti. Il premio che porta il suo nome nasce nel 2011 e finanzia la realizzazione di progetti d’inchiesta di giovani under 30 su temi di cronaca nazionale e internazionale, rilevanti per la vita politica sociale o culturale dell’Italia. L'edizione 2018, la settima, che si è tenuta a Torino alla fine dello scorso mese di ottobre, ha visto la vittoria, per la categoria video, "Caro Cordone" di Veronica Di Benedetto Montaccini e Francesca Candioli, sulla conservazione di cellule staminali cordonali in Italia, e "Doppia ipocrisia" di Madi Ferrucci, Flavia Grossi, Roberto Persia sul commercio d’armi utilizzate per bombardare i civili in Yemen, mentre per quanto riguarda il web-doc il riconoscimento più alto è andato a "Welcome to your Gig" di Lorenzo Pirovano e Giovanni Sacchi sull’ancora poco conosciuto mondo della gig economy.