Il suo annunciato messaggio alla nazione era atteso in maniera trepidante in tutto il Giappone che si è letteralmente fermato per ascoltarlo e alla fine il discorso dell'imperatore Akihito ha confermato in pieno le attese. L’82enne figlio dell’ultimo "dio vivente", Hirohito, infatti ha annunciato di essere preoccupato per le difficoltà di esercitare le sue funzioni e, anche senza citarla esplicitamente, ha fatto intendere di essere disposto alla sua abdicazione. "Sono preoccupato per la difficoltà di esercitare le mie funzioni come simbolo dello Stato", ha dichiarato infatti Akihito nel breve discorso in tv, durato circa dieci minuti e che ha tenuto incollati allo schermo milioni di giapponesi.

Parole semplici ma che nello stile giapponese sono un chiara indicazione al governo di Tokyo per agire in tal senso. La legge giapponese infatti non prevede la possibilità dell’abdicazione per il massimo rappresentante del Paese che tecnicamente non ha un ruolo politico, quindi per l'abdicazione servirebbe una modifica costituzionale. Il discorso dell'imperatore, trasmesso dalla tv pubblica Nhk, è un messaggio ancora più chiaro se si pensa che è solo il secondo dall'inizio del suo regno: il primo dopo il devastante tsunami dell'11 marzo 2011 da cui scaturì il disastro nucleare di Fukushima.

"Riflettendo sull’attuale stato dei doveri pubblici dell’imperatore, la sua età e il peso dei suoi impegni, dobbiamo considerare cosa è possibile fare" ha ammesso il primo ministro giapponese Shinzo Abe dopo il messaggio di Akihito dando via dunque al dibattito sula questione. In realtà in Giappone da tempo già si discute della sostituzione dell'imperatore e in particolare sulla linea  di successione al trono che per ora prevede solo eredi maschi. Sono in molti a spingere verso una apertura alle donne e la modifica costituzionale che si vede all'orizzonte potrebbe infiammare il dibattito