Un mucchio di ossa umane e una scarpa rossa: la macabra scoperta è stata fatta da un gruppo di volontari di Legambiente che ieri mattina intorno alle 11 stavano effettuando un'escursione in un'area verde di Ferrara. Immediatamente è stato dato l'allarme e sul posto  si sono recati i carabinieri del reparto investigazioni scientifiche per i rilievi. Stando a quanto si apprende, la morte risalirebbe a non meno di un anno fa: le ossa sono state trasferite alla medicina legale per esami più dettagliati disposti dagli inquirenti nel tentativo di dare una risposta.

I volontari erano impegnati nella pulizia del sottomura di via Caldirolo. Avevano finito di pulire l'area verde quando, addentrandosi in una radura di arbusti e piccoli alberi, hanno trovato le ossa di uno scheletro umano: prima una gamba, successivamente il tronco, quindi il cranio. Ed è scattato l'allarme, con il sopralluogo delle forze dell'ordine e l'inizio dei rilievi. Lo scheletro sarebbe pressoché completo, a dimostrazione che la persona, probabilmente una donna – dalla scarpa rosa al piede – potrebbe essere deceduta nel boschetto. Ancora ignote le cause del decesso, che saranno comunque difficili da stabilire. La zona del ritrovamento era diventata una sorta di bivacco e la morte potrebbe essere collegata a situazioni di degrado.

L'area, infatti, era abituale ritrovo di tossicodipendenti, come dimostrano le numerose siringhe abbandonate nelle vicinanze. Dai primi riscontri effettuati sui resti non sarebbero emersi segni evidenti violenza. Improbabile anche che il corpo sia stato trasportato e occultato in quel luogo da qualcuno. La pista più possibile è quindi che il decesso sia collegato o a un abuso di stupefacenti o a un malore che potrebbe aver colto la vittima mentre aveva trovato riparo tra gli alberi. Oggi la procura (il caso è sulla scrivania del pm Ombretta Volta) dovrebbe conferire gli incarichi per gli accertamenti medico legali al fine di risolvere quello che ad oggi appare come un autentico giallo.