Il voto del 4 marzo è passato da due settimane, ma al momento la fase di stallo istituzionale non si è ancora sbloccata. Nonostante questo, l’attuale presidente del Consiglio Paolo Gentiloni spiega quali debbano essere le priorità per il futuro: “In una fase politica di transizione credo che al centro debba esserci sempre l'interesse generale dei cittadini, i quali ci chiedono di non disperdere la fatica che è stata fatta in questi anni per tirarsi fuori dalla crisi. Penso ci chiedano di usare i buoni risultati raggiunti per curare le ferite sociali ancora aperte”.

Gentiloni sostiene che i cittadini chiedono alla politica di “guardare al futuro: non ai prossimi giorni ma anche ai prossimi anni, a quello che sarà l’Italia nei prossimi anni e decenni”. Intervenendo alla presentazione del Rapporto Ambiente di Sistema (Snpa) – Annuario dei dati ambientali (Ispra), Gentiloni afferma che “è chiarissimo che far fronte alle sfide ambientali e alla conversione ecologica dell’economia sono tra le cose più importanti per il Paese”.

La ricostruzione post-terremoto

Gentiloni si dice convinto che la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto “resterà in cima all’agenda di governo, come lo è stata in questi mesi e anni, anche per i prossimi mesi e anni”. “Il panorama che riguarda il suolo, l'assetto idrogeologico, il consumo di suolo – aggiunge – registra una consapevolezza accresciuta, i governi hanno destinato molte risorse al risanamento, 12 miliardi. Una parte limitata di questo lavoro è partita, ci sono circa 1.300 cantieri, 1,3 miliardi, ma basta guardarsi intorno e guardare le cronache per capire quanto una delle caratteristiche della nostra bellezza, la fragilità, resta una sfida fondamentale e a ricordarcela sono innanzitutto i terremoti e i comuni colpiti dal terremoto”.

La sfida ambientale

Il presidente del Consiglio sottolinea come in cima alle preoccupazioni internazionali ci sia “certamente il cambiamento climatico, che diventa sempre più chiaramente una questione con conseguenze misurabili anche a casa nostra, e non riguarda solo posti lontani come l'Artico. Certamente, questo impegno internazionale deve proseguire. L'Italia nel G7 di Taormina ha fatto il possibile, c’è ancora molto da fare sul piano politico e diplomatico e per ridurre nei singoli Paesi le emissioni che producono il cambiamento climatico. Il nostro obiettivo è la totale uscita del carbone nella produzione termo elettrica da qui al 2025; stiamo già avanti sull'utilizzo delle rinnovabili: l'Italia è piuttosto avanti su una questione che in molti Paesi europei è assolutamente cruciale”.

Nonostante i buoni risultati conseguiti dall’Italia sull’utilizzo delle rinnovabili rivendicato da Gentiloni, il nostro Paese “ha la singolare caratteristica di essere tra quelli più avanzati nell'economia circolare, ma non ha ancora raggiunto il target sulla raccolta differenziata, anzi ci sono disparità tra le varie zone d'Italia sulla differenziata”. “C’è l'impegno per la tutela del clima e della riduzione dell'inquinamento – afferma ancora il presidente del Consiglio – e questo lavoro deve contribuire a cambiare anche la qualità dell'aria”.