Torna a parlare il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, alle prese con la campagna elettorale per le politiche del prossimo 4 marzo. In una lunga intervista concessa a Claudio Tito per La Repubblica, l'esponente del Partito Democratico presenta la consultazione elettorale come un bivio, o meglio, "una scelta di campo", che renderà necessario un "voto utile per battere il populismo e per non tornare al passato".

Il Presidente del Consiglio attacca anche il centrodestra: "In nessun paese europeo, tranne in Austria, c'è stata una saldatura tra la destra moderata e quella estremista. Berlusconi usa ripetere che sarà lui il garante, ma i rapporti di forza con la Lega non sono paragonabili a quelli del passato". Quanto al pericolo estremista, però, Gentiloni getta acqua sul fuoco: "Non vedo ritorni al Duce, né temo sparute minoranza di nostalgici. Vedo un'idea che mitizza la sovranità nazionale in chiave di chiusura verso l'esterno. Dobbiamo essere consapevoli che è questa la posta in gioco".

Del resto, il centrosinistra non arriva a questo appuntamento nelle condizioni migliori, dopo la scissione interna al PD e la nascita di Liberi e Uguali: "Non è la prima volta che assisto a una scissione a sinistra. Questo però è un passaggio particolarmente doloroso, ci sono molte persone amiche che stimo, è più rischioso che mai. Non mi pare il momento di voti segnaletici".

Gentiloni respinge al mittente le voci su presunti dissidi con il segretario del PD: "I miei rapporti con Renzi sono più che buoni, il partito ha un leader e io non mi metto a parlare di PD a una settimana dal voto".