“Veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa!”. Così stamane gli sfollati del ponte Morandi hanno protestato dalle tribune del Consiglio regionale. Una cinquantina di manifestanti hanno chiesto e urlato “rispetto” al termine dell’intervento del commissario per l’emergenza Giovanni Toti. “Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia”, ha gridato una donna. L’ira degli sfollati del ponte Morandi è stata poi placata dall'intervento del sindaco Marco Bucci: “Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l'emergenza. Genova non si è mai fermata, non ha mai dimostrato di essere in ginocchio, una cosa di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi, nessuno è stato lasciato solo dalle istituzioni”, le parole del primo cittadino. "Pensavamo di dare una casa agli sfollati di ponte Morandi entro novembre, invece probabilmente ci riusciremo entro fine settembre", ha aggiunto il sindaco.

La seduta congiunta del Consiglio regionale e comunale per il crollo di ponte Morandi è iniziata stamane con un minuto di silenzio per rendere omaggio alle 43 vittime della tragedia. Prima dell'inizio un gruppo di sfollati dagli spalti ha alzato cartelli con scritto “Nessuna demolizione, senza per noi una soluzione, vogliamo risposte”. Il sindaco ha chiesto una burocrazia snella per poter fare gli interventi e ha promesso che farà di tutto per far tornare nelle case per alcune ore gli sfollati per prendere le loro cose. Gli sfollati sono 556 divisi in 225 nuclei familiari. Le imprese limitate dalla zona rossa sono oltre 1200. Durante la riunione, il presidente Toti ha detto che “entro cinque giorni Società Autostrade ci presenterà il piano definitivo per la demolizione del ponte Morandi. Il piano verrà illustrato alle commissioni tecniche e prima fra tutti alla Procura della Repubblica a cui spetta la decisione di dissequestrare le aree e di arrivare alla verità sulle cause della tragedia”.