Ella Parker, 25 anni.
in foto: Ella Parker, 25 anni.

Quando lo scorso dicembre ha ucciso con un cacciavite, conficcato per ben 33 volte nella sua carne, Ella Parker, 29enne incinta al quinto mese di gravidanza, la notizia inorridì tutta la Gran Bretagna e l'opinione pubblica internazionale. Oggi, a distanza di cinque mesi dal delitto, sono stati resi noti nuovi dettagli di quel maledetto 9 dicembre. L'autore, Ryan Blacknell, 25 anni, uno dei migliori amici del fratello della vittima, era fuggito dall'ospedale psichiatrico dove era ricoverato e aveva trovato ospitalità proprio a casa di Ella, nel Buckinghamshire. Era, infatti, convinto che gli altri pazienti della struttura volessero "ucciderlo e mangiare il suo corpo".

La 29enne e suo fratello Tim avevano deciso di rispondere in maniera positiva alla sua richiesta di accoglienza, ma la mattina seguente, dopo essere rimasto da solo con Ella, l'ha aggredita con un cacciavite, uccidendo lei e il bambino che portava in grembo, prima di darsi di nuovo alla fuga. Il corpo della ragazza, immerso in una pozza di sangue, è stato trovato da un'amica, che l'aveva raggiunta per darle una mano a realizzare la stanza per il piccolo, e che ha subito lanciato l'allarme. Il killer, però, non è riuscito a mantenere a lungo il segreto, così il giorno il delitto si è presentato alla polizia e ha confessato ciò che aveva commesso. Il ragazzo, che al momento risulta imputato per l'omicidio e che potrebbe rischiare anche l'ergastolo, tuttavia potrebbe avere una sensibile riduzione della pena grazie alle attenuanti dell'infermità mentale. Si è infatti scoperto, nel corso del processo a suo carico, che dall'estate del 2016 soffre di schizofrenia e disturbo da stress post-traumatico, quest'ultimo accusato dopo un'aggressione in strada. Le prime cure, a base di pillole, non avevano però dato l'effetto sperato e la situazione è peggiorata ulteriormente quando, dopo aver rotto con la ex fidanzata e convivente, è tornato ad abitare nella casa della madre, Rosalind.

All'inizio di dicembre dello scorso anno Ryan, sotto l'effetto dell'alcol e delle medicine prescrittegli dai medici, aveva minacciato con un grosso coltello la donna, che aveva così deciso di farlo ricoverare in un ospedale psichiatrico. Il resto è storia nota. Intanto, è nei guai anche la struttura dalla quale è fuggito. "Le gravi falle nella sicurezza avevano consentito ad un individuo malato e pericoloso di fuggire, queste sono negligenze che non possono essere tollerate", ha dichiarato un pm durante il processo, il cui esito, ora più che mai, è tutt'altro che scontato.