Gli esponenti del Movimento 5 Stelle sono stati allontanati dal corteo organizzato ieri, 9 maggio, in memoria di Peppino Impastato, in occasione del 41esimo anniversario dell’omicidio di stampo mafioso a Cinisi. Ad allontanare i parlamentari pentastellati è stato Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978. All’Ansa la notizia viene confermata dallo stesso Giovanni Impastato: “Non è ammissibile che chi sta al governo con i fascisti partecipi a un corteo antifascista. Sono venuti con le telecamere, sono andati al cimitero per farsi fotografare. È scandaloso”.

Impastato spiega ancora: “Li ho buttati fuori di peso perché il nostro è un corteo molto politicizzato e non si dovevano presentare. Mi spiace per Piera Aiello ma non dovrebbe farsi strumentalizzare da questi farabutti”, aggiunge riferendosi alla testimone di giustizia eletta in Parlamento con il M5s. “Mi hanno riferito che sono andati a fare uno show al cimitero per farsi fotografare”, spiega ancora Impastato. Al corteo insieme alla Aiello c’era anche un altro parlamentare, Michele Giarrusso. Il fratello di Peppino Impastato li ha prima invitati ad andarsene e si è poi rivolti alla Digos, prima di allontanarli.

Impastato precisa che la sua scelta è dovuta a quanto fa al governo il M5s, alleato con la Lega: “Sono stato io a spingerli fuori perché quello era un corteo antifascista mentre loro hanno consegnato l'Italia a Salvini, ai fascisti e ai razzisti”. Ma le accuse di Impastato non finiscono qui: “Mi spiace ma fare campagna elettorale in questo modo è una cosa schifosa”, dice ancora riferendosi al fatto che gli esponenti del M5s si sarebbero presentati con le telecamere al cimitero, per andare alla tomba di Peppino. La strumentalizzazione, spiega Impastato all’Adnkronos, è data dal fatto che “non ci sono mai stati, non hanno mai fatto nulla per Peppino e ieri si sono presentati. Sono venuti per farsi campagna elettorale”.