"Alla fine Roberto Maroni l'ha vinta lui: devo sborsare 6mila euro e 5mila di spese processuali", così Francesco Caruso, attivista politico, ex deputato di Rifondazione comunista ed esponente del movimento no-global del sud Italia, ha annunciato sul suo profilo facebook la sua condanna a risarcire il Ministero del Welfare per un finanziamento risalente al 2001. "Il tutto per il campeggio no global del 2001. Maledetti infami. E nessuno mi venga a dire buon natale" commenta con amarezza Caruso, spiegando di non avere a disposizione quella cifra e di non saper dove poter trovare quei soldi. La vicenda risale ad un finanziamento pubblico concesso nel febbraio del 2001 ad un gruppo beneventano "per la costituzione di un network e di un giornale dei centri sociali campani".

Secondo l' Agenzia nazionale della gioventù che doveva controllare, però, nella realizzazione effettiva di quel progetto non furono trovate tracce degli obiettivi stabiliti nel piano, cioè quello di informare i ragazzi su tematiche di interesse del mondo giovanile. Per il ministero e ora anche i giudici, Caruso e company impiegarono quei soldi diversamente ad esempio col campeggio no global del 2001. A dare il via al procedimento contro Caruso fu nel 2003 Roberto Maroni, allora ministro. "Correva l'anno 2003, il ministro Maroni a distanza di due anni, decide unilateralmente di ritirare il finanziamento per il primo campeggio noglobal di S.Angelo a Scala. Evidentemente non era di suo gradimento. Dopo ricorsi e controricorsi, a distanza di oltre 10 anni da quel campeggio, il ministro Maroni l'ha avuta vinta: mi toccherà pagare i 6000 euro e gli oltre 5000 euro di interessi e spese legali" scrive ora Caruso nella pagina di crowdfunding per raccogliere i fondi necessari a pagare.