Ore 18:00 – La piazza si svuota (un presidio continuerà poco distante da piazza del Popolo), mentre una comunicazione ufficiale della Questura parla di soli mille partecipanti. Dall'altra parte della città, i Movimenti per la casa invece rilanciano il successo della loro contromobilitazione: "Eravamo più di cinquemila".

Ore 17:20 – Proseguono gli interventi dei rappresentanti dei presidi in tutta la penisola, più o meno tutti sullo stesso tenore. C'è ovviamente un primo tentativo di mantenere strutturato il movimento ("Cominciamo a contarci e non disperdiamoci), anche se le considerazioni di Calvani sulla necessità di mantenere i presidi durante le feste, sia pure a ritmo ridotto, sono condivise dagli altri oratori.

Ore 17.05: Calvani: "Dopo il periodo natalizio continueremo la nostra lotta sempre nel rispetto della Costituzione. Dopo le feste i nostri presidi continueranno, sempre rispettando l'ordine costituito". Non è mancato nemmeno un saluto a papa Francesco, al quale il leader della protesta ha indirizzato gli auguri per il recente compleanno.

Ore 17: Danilo Calvani: "Noi siamo l'avanguardia di un movimento europeo". E a Napolitano: "Vogliamo un presidente che ama il popolo italiano". Intanto la piazza urla "buffone, buffone", all'indirizzo del Presidente della Repubblica. La piazza ha quindi scandito ripetutamente slogan contro la "casta", invitando i politici ad "andare a casa". Calvani ha quindi detto: "E' natale, allentiamo i presidi, facciamo festa. Poi appena finiscono le feste ci rivediamo". Dalla piazza qualcuno ha provato a protestare, senza a dire il vero nessun successo. "Cari politici, la storia scriverà di voi qualcosa di mostruoso. Voi potete fare una cosa: dimettetevi ed andatevene".

Ore 16.50 – Ha iniziato a parlare Danilo Calvani, leader dell'area dura dei cosiddetti Forconi. Ha esordito facendo gli auguri di buon compleanno a Papa Francesco. Subito dopo è partito un coro: "Francesco uno di noi…". Un minuto dopo un altro coro: "Andiamo a Montecitorio". Calvani ha quindi detto: "Le questure ci hanno invitato a fare i nomi degli infiltrati e noi lo faremo: si tratta di Letta, Alfano, Bindi, Napolitano. Devono andarsene dal paese. L'era dei farabutti e corrotti sta per finire. Abbiamo deciso di fare una lotta ad oltranza e non mollare".

Ore 16 – Il cardinale Bagnasco: politica ascolti il dolore della piazza  – “Soprattutto le istituzioni politiche devono ascoltare il grido di dolore della piazza, un disagio che è reale nella nostra società. Dall'altra parte ci deve essere uno spirito costruttivo per non protestare solo in modo civile ma fare anche delle proposte”: così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, intervenuto a proposito delle proteste. Secondo Bagnasco, “per chi ha responsabilità l'auspicio è innanzitutto di non sentirsi esente: tutti dobbiamo accogliere il grido profondo di queste manifestazioni che spero siano totalmente non violente perché soltanto così si riesce a costruire qualcosa”. A margine di un evento all'ospedale Gaslini, il religioso ha aggiunto: “Chi protesta deve dare delle indicazioni praticabili, soltanto nell'incontro che si fa nell'onestà, nell'intelligenza, nell'ascolto reciproco si può arrivare a qualche cosa di migliore”.

Ore 15.44 – Cori da stadio in piazza: “Tutti a casa, tutti a casa”. Piazza del Popolo a Roma continua a riempirsi con manifestanti che sventolano il tricolore e intonano cori da stadio. “Tutti a casa, tutti a casa”, intonano nella Capitale. In piazza sono arrivati anche alcune decine di studenti che, tra gli applausi dei presenti, hanno fatto il loro ingresso da piazzale Flaminio tenendo nelle mani fumogeni tricolore che hanno colorato la piazza. C’è uno striscione con scritto “Studenti, braccianti, operai… il sole non sorge a Bruxelles”. Alcuni manifestanti hanno anche intonato cori contro i giornalisti, definendoli “terroristi”. L’intervento di Danilo Calvani è previsto intorno alle 17.

 

Ore 15.10 – Casapound verso Piazza del Popolo. È partita dalla sede di via Napoleone III a Roma la passeggiata di Casapound verso piazza del Popolo. Non è stato reso noto il percorso della passeggiata improvvisata, che, secondo quanto hanno precisato i militanti, non è un corteo. Alcuni militanti indossano maschere tricolori e cappi al collo a rappresentare gli italiani “suicidati” per colpa della crisi. “Casapound ha partecipato alla protesta fin dal primo momento e abbiamo fornito anche una piattaforma di rivendicazioni, tra cui la richiesta di scioglimento delle Camere e il ritorno alle urne, il congelamento dei pignoramenti di Equitalia per almeno un anno e il congelamento del debito pubblico in mani estere”, ha detto Adriano Scianca, responsabile culturale di Casapound. Simone Di Stefano, arrestato e condannato qualche giorno fa: “Scendiamo in piazza senza simboli politici, vogliamo una piazza allegra e pacifica”.

Ore 15 – Calvani: “La gente ci ha chiesto di organizzare questo” – “Vogliamo azzerare questo assetto istituzionale, chi ha responsabilità come il presidente della Repubblica deve rispondere di quello che succede. La gente ci ha chiesto di organizzare tutto questo. Fra poco faremo degli annunci dal palco. Noi siamo autorizzati a rimanere qui fino a mezzanotte, rispetteremo le consegne, mentre gli altri presidi resteranno”: così Calvani, poco prima dell'inizio ufficiale del presidio a piazza del Popolo. “Qui c'è il popolo – prosegue Calvani – questo mette paura al potere, il popolo andrà avanti, arriveremo al bersaglio tutti uniti, in caso ci si dividerà dopo sulle idee politiche. Non ci aspettavamo una reazione così, abbiamo visto che il clima era caldo, questa cosa non si ferma più, il popolo non vuole più questa gente”. Il leader del movimento denuncia: “Mi hanno messo in bocca di tutto, come la notizia falsa per cui avrei chiesto una commissione militare. Noi abbiamo solo espresso simpatia alle Forze dell'ordine”. Calvani ha risposto anche alla domanda su una cimice che sarebbe stata trovata a piazzale dei Partigiani: “Se hanno messo la cimice hanno fatto bene, così a questo punto sanno pure come la pensiamo”.

Ore 14.45 – Calvani: “Arrabbiati ma non violenti”. “La nostra è una rivoluzione costituzionale voluta dal popolo, dai cittadini”: così Danilo Calvani, leader dei Forconi oggi a Roma. I Forconi guidati da Calvani sono arrivati a Roma armati di tricolori e al grido di “Viva l’Italia” mentre un migliaio di persone sono nella piazza appuntamento della manifestazione. Si tratta di manifestanti che intonano slogan contro la “casta” e sventolano bandiere italiane. “Non mi suicido, combatto”, recita il cartello sorretto da un manifestante che indossa un casco di protezione con la scritta “elmo di Scipio”. Calvani ha ribadito di essere arrabbiati ma non violenti: “La nostra è una protesta pacifica”, ha detto. Alcuni manifestanti stanno invitando i manifestanti ad avere il volto scoperto. A presidio della piazza ci sono anche blindati di carabinieri e polizia, anche se la situazione al momento appare tranquilla.

Ore 14.30 – Ferro: da domenica presidio permanente a Roma. Il leader siciliano dei Forconi, che oggi non è a Roma, ha parlato da Modica di quanto sarà fatto nei prossimi giorni: “Da domenica pomeriggio, lo annuncio adesso perché è oramai certo, staremo a Roma. Domani mattina ho appuntamento alla Questura di Roma per concordare il luogo”. Dopo la mattinata in Piazza San Pietro – ha spiegato Ferro – “ci sposteremo in qualche centrale piazza della capitale e staremo lì, in presidio permanente e ci staremo ad oltranza. Passeremo il Natale lì e temo anche il capodanno. Ma sarà – ha assicurato – qualcosa di toccante, pacifico ovviamente. Un presidio con le famiglie ed i bambini. Ferro ha anche detto di voler incontrare il Papa: “Abbiamo segnali di apertura di persone vicine al Santo Padre, vogliamo incontrarlo e regalargli il cappellino che da sempre ci distingue, quello blu dei Forconi. Lui parla sempre di rivoluzione, nella Chiesa e nel mondo. Noi ci ispiriamo anche a lui. Per questo speriamo che potremo incontrarlo domenica. I contatti sono molto ben avviati”. Il leader siciliano ha ribadito che c’è amarezza per la spaccatura del movimento dicendo però di essere convinto di aver fatto bene a non andare oggi a Roma: “La destra sta cercando di strumentalizzarci e io non presto il fianco agli estremisti di CasaPound. Io con loro, questo è certo, non ci parlo. Spero anzi che oggi non accada niente, ma ho tanta paura che non sia così”.

Ore 13.20 – In Veneto forconi protesteranno venerdì davanti Equitalia e l’Agenzia delle Entrate. In Veneto, oggi pomeriggio, una cinquantina di trattori bloccheranno la strada Monselice- Marè, mentre per venerdì i manifestanti di Padova andranno davanti alle sedi di Equitalia e dell'Agenzia delle Entrate. Il leader veneto Lucio Chiavegato dal presidio di Soave (Verona) conferma: “Domenica andiamo a Roma, in piazza San Pietro per assistere alla messa celebrata dal Papa, e poi andremo a fare una visita ai palazzi del potere che vivono con i nostri contributi. Sarà un'iniziativa del tutto pacifica, per ribadire che questo movimento è pacifico e deve rimanere pacifico”. Tra le altre cose in programma, spiega Chiavegato: “Venerdì andremo a fare visita alla Camera di Commercio di Verona, mentre da Padova e Vicenza si andrà a manifestare davanti alle sedi di Equitalia. La protesta va avanti a oltranza: siamo sui territorio e rimaniamo qui, per far conoscere la nostra protesta a tutti”.

Ore 12 – Il pullman con una quarantina di militanti guidati da Danilo Calvani è partito da Latina in direzione della Capitale. “Non accetteremo atteggiamenti equivoci, quindi avvertiamo tutti che se mai qualcuno avesse intenzione di coprirsi il volto in piazza sarà denunciato da noi stessi alle forze dell'ordine, non accettiamo ingerenze nel movimento”, così Aladino Castellani al momento della partenza. Poco prima nella piazza del capoluogo pontino era arrivato anche Roberto Reginaldi, esponente di Forza Nuova ed esponente di spicco del movimento a Sezze, vicino Latina. Il militante ha lasciato la piazza a bordo di una Mercedes di lusso: “Ma è del 2003”, ha risposto a chi gli faceva notare la grossa cilindrata dell'auto che faceva pensare alla Jaguar con cui Calvani era stato visto a Genova. Intanto il leader siciliano Mariano Ferro è rimasto in Sicilia dove alle 11.30 sarà a capo ad una manifestazione che si terrà a Modica, nel ragusano.

Ore 10.55 – Hanno fatto sapere di partecipare alla manifestazione di protesta dei Forconi a Roma anche un centinaio di Nobili Contadini (provenienti da tutta Italia) e Monarchici Tradizionalisti (Sabaudi ma anche Borbonici, Asburgici e Papalini) invitati dal Centro Studi Patria e Libertà del Patrizio Romano Conte Cavaliere di Gran Croce Prof. Fernando Crociani Baglioni di Serravalle di Norcia, che ha cosi motivato l'adesione: “Da sempre l'autentica aristocrazia è legata alla propria terra e difende la propria comunità. Partecipare a questa legittima protesta, popolare e patriottica, legale e pacifica, è per noi naturale. Bisogna dare risposte, soprattutto, al disagio delle giovani generazioni che hanno ripreso la via della emigrazione perché l'Italia nega loro il pane dell'oggi, la possibilità di costruirsi una famiglia e delle prospettive per il futuro. Oggi saremo con Calvani ma, domenica, accompagneremo gli altri Forconi in Piazza San Pietro. Forte è la componente cattolica del movimento che si riconosce nella Dottrina Sociale della Chiesa e Papa Francesco si è sempre dimostrato attento al mondo del lavoro ed al disagio degli ultimi, lontani e vicini, e darà loro la sua paterna benedizione”. Con Patria e Libertà, a Roma, saranno presenti Sua Altezza Imperiale la Principessa Silvia Comeno d'Otranto (discendente dagli Imperatori di Bisanzio), la Contessa Elena Manzoni di Chiosca e Poggiolo (sorella dell'artista Piero e mamma di Pippa Bacca), il Conte “Grappa” Alessandro Romei Longhena (imprenditore, allevatore di cavalli, produttore e bevitore di grappa), il Barone “Nero” Roberto Jonghi Lavarini (Walser Freiherr von Urnavas, presidente del comitato Destra per Milano) e il Principe Lilio Marescotto Sforza Ruspoli di Cerveteri, esponente della nobiltà nera papalina e della destra più tradizionalista e reazionaria, da sempre difensore del mondo agricolo.

Ore 09.50 – Calvani: uniche infiltrazioni che temiamo sono Letta e Napolitano. Uno dei leader dei Forconi, a poche ore dalla manifestazione di Roma, è intervenuto a “Agorà” su Rai Tre: “Infiltrazioni? Abbiamo paura di Letta e Napolitano, queste sono le infiltrazioni di cui abbiamo paura”, ha fatto sapere Calvani. “Nessuno provi a mettere cappelli politici sulla nostra protesta. In piazza con noi ci sono italiani eterogenei. Noi abbiamo collaborato al massimo con la questura per evitare problemi. Rispetto la scelta di chi ha deciso di non manifestare. Se uno ha dei timori è giusto così. È normale che ci siano dei rischi quando tanta gente scende in piazza. Ma noi sentiamo il dovere di metterci la faccia”, ha concluso. È intervenuto questa mattina per parlare di sicurezza anche il Capo della Polizia, prefetto Alessandro Pansa: “Stiamo attraversando un periodo difficile, le città sono scenario di molte proteste e nella tutela dell’ordine di pubblico ci confrontiamo con la sofferenza dei nostri concittadini. Dobbiamo rispettare tutti quelli che manifestano e gli altri che non devono vedere oppressi i loro diritti”. Pansa dopo un breve saluto alla chiusura dell'anno accademico alla Scuola superiore di Polizia si è recato al Viminale per la riunione in vista della manifestazione di oggi a Roma.

Ore 09.30 – Rallentamenti a Lecce. Un centinaio di manifestanti stanno occupando da circa due ore una delle due corsie di marcia della statale Lecce-Maglie. Si tratta di una manifestazione spontanea alla quale stanno partecipando piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e pensionati, sulla scia delle proteste di questi giorni del movimento dei Forconi. Muniti di bandiere stanno distribuendo volantini agli automobilisti. “Tutti uniti – si legge nel volantino – imprenditori, artigiani, dipendenti, liberi professionisti, disoccupati. Il 18 dicembre fermiamoci tutti. Blocco stradale Lecce-Maglie”. Sul posto si trovano agenti della Digos della questura di Lecce. Il traffico veicolare registra rallentamenti ma non è bloccato.

Arriva oggi a Roma la protesta dei cosiddetti Forconi, dei manifestanti che aderiscono al movimento “9 dicembre” e che da giorni stanno creando disagi in diverse città italiane. Come annunciato nei giorni scorsi, l’ala dura del movimento oggi manifesterà nella Capitale, a partire dalle 15 in Piazza del Popolo. Anche se è difficile stabilire in quanti saranno, le forze dell’ordine hanno parlato di circa 15mila persone che potrebbero arrivare a Roma. L’allerta è alta anche per il timore di infiltrati. Un timore e la paura di strumentalizzazioni che ha portato un’ala del Movimento, quella guidata dal siciliano Mariano Ferro, a decidere di non partecipare alla manifestazione odierna. Se in piazza a Roma oggi ci saranno i Forconi di Danilo Calvani, quelli di Ferro hanno fatto sapere che intendono partecipare domenica all’Angelus del Papa.

Tensione nella notte a Pisa – La tensione è alta anche perché a Roma oggi è prevista, oltre ai forconi, la presenza di Casapound e la protesta dei senza casa che hanno organizzato un altro corteo in centro nel pomeriggio. In mattinata, per fare il punto sulle proteste e su quanto potrebbe accadere, è stato convocato il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza presieduto dal ministro dell’Interno e vicepremier Angelino Alfano. Saranno oltre duemila gli uomini impiegati dalle forze dell’ordine per assicurare la sicurezza. Intanto i primi problemi della giornata ci sono stati a Pisa dove qualche decina di militanti dei Forconi ha bloccato la stazione ferroviaria. Si trattava di manifestanti diretti a Roma che avrebbero rifiutato di pagare il biglietto del treno sul quale viaggiavano, un Intercity che da Viareggio (Lucca) aveva destinazione finale Salerno. Per protesta una ventina di loro è scesa dal treno e ha occupato un binario.