È un giudizio netto e chiaro quello di Roberto Speranza sulla flat tax: “A me sembra una clamorosa ingiustizia”. Intervistato da Fanpage.it, il leader di Articolo Uno e deputato di Liberi e Uguali contesta l’applicazione dell’aliquota piatta che la Lega e il governo vogliono introdurre. Secondo Speranza, l'esecutivo “fa propaganda” sulla flat tax e mette a rischio “la scuola e la sanità pubblica”. “Se guadagno mille euro o sono un miliardario è la stessa cosa” con la tassa piatta, spiega il deputato di Articolo Uno. Per questo, “a me sembra una clamorosa ingiustizia far pagare la stessa aliquota indipendentemente dal reddito”.

La vera flat tax ispira la destra in tutto il mondo, come ricorda Speranza. E “Salvini vuole metterla in campo. Ma è la negazione del principio costituzionale di progressività delle tasse, che non va confuso con la proporzionalità”. Il modello a cui si ispira il deputato è tutt’altro. Come, per esempio, quello tedesco dove “c’è addirittura un algoritmo che calcola infinite aliquote”. O, comunque, si dovrebbe almeno puntare a un “aumento degli scaglioni: qua sta la differenza tra la destra e la sinistra. La sinistra vuole tanti scaglioni, per una maggiore redistribuzione del peso fiscale che favorisca chi ha redditi più bassi”.

Non basta impostare una soglia di applicazione della flat tax sotto i 50mila euro, come ha annunciato Salvini: “In questo caso il governo fa propaganda, non si capisce dove vuole arrivare. Tra l’altro la soglia di reddito a 50mila euro non so quanto costerebbe, ma dove trovano le risorse? Poi, è giusto che una persona che guadagna 50mila euro abbia la stessa aliquota di chi ne guadagna 10mila? Chi guadagna 50mila euro, quindi poco più di 4mila al mese, non può essere considerato come chi guadagna mille euro al mese. Penso sia un’ingiustizia, chi guadagna 4mila euro al mese deve dare una mano più significativa al sistema Paese”.

Per Speranza è centrale il principio della progressività: “Chi ha di più, paga di più. E per questo condivido la proposta di Maurizio Landini, segretario della Cgil, che chiede una imposta di equità sui patrimoni per ridare impulso alla crescita e a un piano verde”. C’è poi un problema di costi: “Un’operazione come questa costa svariati miliardi di euro che si prendono dallo stato sociale, magari tagliando su sanità e scuola. Tra l’altro, lo si fa, magari, per fare un favore a chi quel favore neanche lo vuole. Io preferisco adottare un sistema progressivo, dando una mano ai ceti più deboli”.

Il rischio è quello di una mazzata alla scuola e alla sanità pubblica, secondo quanto ribadisce ancora Speranza: “Abbassare le tasse è l’obiettivo di tutti, ma deve essere fatto in maniera equa e senza intaccare il sistema sociale”. La flat tax, voluta dalla Lega, potrebbe essere sostenuta anche dal M5s che l’ha inserita nel contratto di governo: “Sicuramente la flat tax è figlia di un’ideologia di destra, dei ceti più benestanti. I 5 Stelle si trovano davanti al paradosso di aver costruito il loro consenso tra i ceti più deboli e ora lo consegnano a servizio delle politiche che favoriscono i benestanti. La flat tax è una misura che va a favore delle aree più forti del Paese, non dei più deboli. Si tratta di un elemento di contraddizione”.