"Una cagna dell'Anpi che nega le foibe. La andiamo a prendere e la stupriamo?". Sono le inquietanti parole scritte da un utente di Facebook e riferite ad Amalia Chiovaro, consigliera comunale di Vinci, in provincia di Firenze, attivista del Partito della Rifondazione Comunista e consigliera comunale eletta nella lista Sinistra in Comune per Vinci.

A rendere noto gli insulti e le minacce è stato Maurizio Acerbo, segretario nazionale del PRC: "No alle minacce fasciste e sessiste su facebook – ha scritto Acerbo -. Massima solidarietà alla nostra compagna Amalia Chiovaro, consigliera comunale di Vinci. Un oscuro personaggio su facebook ha postato la foto di Amalia con questa frase: ‘Una cagna dell'ANPI che nega le foibe. La andiamo a prendere e la stupriamo?' Non sono da sottovalutare queste espressioni di odio e violenza fascista e sessista.  Ricordiamo che in questo paese personaggi di estrema destra – poi definiti squilibrati – sono stati protagonisti di aggressioni, tentate stragi e anche omicidi. Questo personaggio potrebbe essere dunque anche concretamente pericoloso. E comunque va individuato e sanzionato.
L'hate speech tipico del web, viene rivolto contro Amalia in quanto donna, in quanto compagna, in quanto antifascista dell'ANPI. Quelle parole ignobili sono anche conseguenza del clima che si respira nel paese anche a seguito delle operazioni di revisionismo storico e diffusione del più becero anticomunismo che costituiscono un terreno assai fertile per i rigurgiti neofascisti".

Anche l'amministrazione comunale di Vinci ha annunciato che sporgerà denuncia alle forze dell'ordine, ma nel frattempo il post minatorio è sparito da Facebook, probabilmente perché segnalato da altri utenti, e si fa sempre più largo l'ipotesi che a scriverlo sia stato un ‘troll', ossia un profilo falso creato per lanciare messaggi anonimi e provocatori.