Duccio Dini, il 29enne travolto due giorni fa mentre era in sella al suo scooter da una delle automobili coinvolte in un inseguimento tra bande rivale di rom a Firenze, è morto. Il decesso è stato accertato dopo sette ore nelle quali il ragazzo non ha dato alcun segno di attività cerebrale. Dini era ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva di Careggi.

I tre pirati della strada, che avrebbero dato luogo all'inseguimento dopo una lite familiare, sono indagati dalla Procura di Firenze: D.M. e A.R. sono stati tratti in arresto, mentre A.M. è stato denunciato. Per tutti e tre l'accusa è passata da lesioni gravissime a omicidio volontario con dolo eventuale. I tre, tutti di nazionalità macedone, erano già noti alle forze dell'ordine. Stando a quanto reso noto dai Carabinieri, il conducente dell'automobile, 65 anni, arrestato, ha precedenti di polizia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, furto aggravato, violenza privata e sfruttamento della prostituzione. L'uomo che sedeva al suo fianco, 36enne, anche lui finito in manette, è già noto per i reati di rapina, furto con strappo, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Il terzo uomo, di 44 anni, denunciato, ha precedenti di polizia per usura e furto.

Duccio Dini, che era bordo di uno scooter quando è stato travolto a folle velocità, era stato trasportato al Pronto Soccorso di Careggi in condizioni disperate per le gravi ferite riportate ed era stato, per l'appunto, ricoverato in Terapia Intensiva. Ieri alle 12 si è riunita la Commissione Medica dell'Ospedale di Careggi con la quale è iniziato l'accertamento di morte encefalica. Il padre e la madre del ragazzo hanno dato il consenso alla donazione degli organi. All'espianto assisterà anche un medico legale incaricato dalla Procura. Titolare dell'inchiesta è il pubblico ministero Tommaso Coletta.