Quando gli agenti lo hanno fermato in strada per caso durante un controllo antidroga, non pensavano che dietro quell'uomo anziano età potesse nascondersi in realtà uno dei serial killer più feroci nella storia degli Usa. È la vicenda di Samuel Little che, fermato e portato in carcere per  possessi droga, ha confessato di essere l'autore di ben novanta omicidi di donne avvenuti tra il 1970 e il 2005  in diversi stati americani e quasi mai collegati tra loro dagli inquirenti durante le varie indagini. La polizia lo ha arrestato per caso in un rifugio di senzatetto del Kentucky nel 2012 e subito dopo, grazie all'analisi del suo dna, era stato estradato, incriminato e poi condannato per tre delitti. Rinchiuso in carcere con tre ergastoli, l'ormai 78enne ha deciso così di rivelare l'agghiacciante verità.

L'uomo ha confessato ben 90 delitti, 34 dei quali sono stati già confermati dagli inquirenti mentre per gli altri casi si sta ancora accertando le sue ricostruzioni. Sul caso l'Fbi ha allertato la sua task force per riportare  a galla tutti i casi irrisolti di donne uccise nei decenni scorsi. L'FBI dice che Little era un vagabondo che gironzolava di stato in stato dedicandosi a furti e razzie ma durante i suoi viaggi dalla California alla Florida avrebbe anche violentato, picchiato e strangolato decine di donne. L'uomo le avvicinava, poi le aggrediva con pugni in faccia, le uccideva e scaricava i loro corpi nelle zone rurali. Le sue vittime erano donne emarginate e vulnerabili, spesso coinvolte nella prostituzione o dipendenti da droghe, e i loro corpi in alcuni casi non sono stati mai identificati.