Una proposta di legge con due obiettivi: aumentare le pene per chi minaccia o oppone resistenza a un pubblico ufficiale e modificare il reato di tortura. Ad avanzarla è Fratelli d’Italia e il suo autore è Edmondo Cirielli, questore della Camera dei deputati ed esponente del partito di Giorgia Meloni. La proposta, come spiega lo stesso Cirielli intervistato da Fanpage.it, nasce dalla volontà di sostenere le forze dell’ordine che rischierebbero, invece, con l’attuale legge di essere demotivati. “Ci preoccupa la demotivazione delle forze dell’ordine”, spiega Cirielli che precisa quali sono i motivi per cui la legge sul reato di tortura introdotta nella scorsa legislatura non piace a FdI.

Cirielli parte dai casi di violenza contro pubblico ufficiale, considerati “in aumento”: “Chi viene aggredito ora è anche demotivato – afferma -. La pena attuale è inefficace per effetto di norme come lo svuotacarceri, poi ci sono riduzioni di pena per strumenti come il patteggiamento”. Per quanto riguarda il reato di tortura, invece, secondo Cirielli, da un punto di vista tecnico “non c’era bisogno di introdurlo perché esistono già i reati singoli, con l’aggravante se vengono commessi da pubblico ufficiale. Un nuovo reato, di solito, si introduce quando c’è un’emergenza, mentre i casi di pubblico ufficiale denunciati sono solo una cinquantina con una decina di condanne. Sono fenomeni marginali, che vanno puniti comunque con il massimo della pena. Non si vuole cancellare l’idea di tortura, ma lo trasformiamo in una circostanza aggravante con una pena triplicata”.

Cirielli fa quindi un esempio: “Se un pubblico ufficiale interviene dopo lo stupro di una ragazzina e dà 3-4 ceffoni allo stupratore per punirlo, è giusto che venga punito perché ha fatto una cosa sbagliata, ma non con una pena che va dai 5 ai 14 anni”. Secondo Cirielli, quindi, “introdurre il reato non cambia niente”, ciò che basta sono le norme che sarebbero già esistenti e che FdI vorrebbe rendere comunque chiare con la sua proposta di legge. Cirielli spiega inoltre cosa intendeva Giorgia Meloni nel tweet di ieri che è stato più volte citato per attaccare la presidente di FdI, quando parlava del fatto che “il reato di tortura impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro”. Secondo Cirielli, ciò che si deve intendere è che gli agenti potrebbero sentirsi ostacolati perché “rischiano anche di essere denunciati in maniera intimidatoria, la preoccupazione è inevitabile”. “Anche un arresto brusco può essere una tortura – conclude -. Secondo Amnesty anche il taser è uno strumento di tortura”.

La proposta di legge

La proposta di legge presentata alla Camera parte dall’analisi delle regole a livello internazionale e italiano sul reato di tortura. L’attuazione in Italia è “avvenuta con la legge n. 110 del 2017 con cui sono stati inseriti nel codice penale l’articolo 613-bis (tortura) e l’articolo 613-ter (istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura), poiché il legislatore negli anni aveva ritenuto, con pertinenti motivazioni, che il codice Rocco, nel prevedere aggravanti specifiche per i pubblici ufficiali, coprisse adeguatamente ogni condotto criminosa”. E proprio questo è il principio secondo cui FdI vorrebbe eliminare questa legge e tornare a un ordinamento che non preveda una fattispecie a parte ma che operi sulla base delle aggravanti.

L’aggravante della tortura si andrebbe quindi ad aggiungere a tutte le altre già esistenti nell’ordinamento italiano e ricapitolate nel testo della proposta di legge: “Lesioni personali, ingiurie, sequestro di persona, arresto illegale, indebita limitazione di libertà personale, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, perquisizione e ispezione personali arbitrarie, violenza privata, minacce e stato di incapacità procurato mediante violenza”.

La proposta di legge prevede quindi “l’abrogazione dell’articolo 613-bis (tortura) e dell’articolo 613-ter (istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura) del codice penale vista la genericità e l’indeterminatezza delle fattispecie incriminatrici vigente, che ledono il principio di legalità, di tassatività o sufficiente determinatezza e di offensività”. La proposta prevede inoltre “l’introduzione, all’articolo 61 del codice penale, di una nuova aggravante comune per dare attuazione agli obblighi internazionali discendenti dalla ratifica” della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, denominato Cat.