Dopo una prima sperimentazione iniziata già a luglio per alcune categorie, a gennaio la fatturazione elettronica diverrà obbligatoria per tutti. Un importante strumento di lotta all’evasione, che elimina parte della burocrazia, almeno per lo Stato. Ma che comporta anche tempi non rapidissimi per la trasmissione dei dati. Proprio per questo un imprenditore italiano propone una soluzione che velocizzi i tempi: usare la blockchain. L’idea è di Gianluca Massini Rosati che, insieme a Federico Pacilli, ha fondato Xriba, un sistema così chiamato perché ricorda ciò che faceva nell’antichità lo scriba, ovvero “scriveva la contabilità”.

L’idea è quella di un sistema di intelligenza artificiale che “legga e compili le fatture, inserendo i dati nei registri e leggendo anche gli incassi”, spiega Massini Rosati. Il problema della fatturazione elettronica è che “il sistema statale non usa nuove tecnologie, quindi per ora la fatturazione elettronica è sì utile per eliminare le fatture false e per tenere la contabilità Iva, permettendo allo Stato di sapere tutto in tempo reale, ma per i contribuenti non ci sono altri vantaggi, se non quello di ridurre l’evasione, con conseguenti vantaggi per tutti”. “Il sistema – spiega ancora il fondatore di Xriba – si basa quindi su un deficit tecnologico. Adesso se va bene passano due ore dalla trasmissione di una fattura che passa prima per le Agenzia Entrate, se non in alcuni casi due giorni. Con Xriba i dati non sarebbero più su un server, ma registrati nel Blockchain, archiviati in contemporanea e non più modificabili. Non c'è più la latenza temporale, per chi emette la fattura ci sarebbe istantaneità, appena si emette la fattura c'è, non si crea alcun disservizio”. E per questo Massini Rosati propone allo Stato, se lo riterrà opportuno, di adottare questo sistema per velocizzare la trasmissione.

L'intelligenza fiscale e la burocrazia

Massini Rosati è noto come escapologo fiscale, “nulla di illegale”, precisa. Ma un sistema per permettere a ogni contribuente di pagare meno tasse, attraverso "l'intelligenza fiscale", ovvero uno studio approfondito della singola posizione fiscale. Un sistema che vale solo per gli imprenditori che lavorano a partita Iva con regime ordinario. “Spesso i commercialisti sono generalisti e non possono sapere come valutare molti casi specifici avendo miliardi di adempimenti a cui pensare. Hanno clienti di ogni genere e la burocrazia italiana rende tutto impossibile. Noi abbiamo un pool di commercialisti, non uno singolo”.

Il problema fiscale in Italia è dato soprattutto dalla burocrazia, secondo Massini Rosati: troppi documenti e leggi. “Se ci fosse meno burocrazia e se fosse migliore si potrebbe ridurre il carico fiscale. Uno studio analizza le ore che servono per gestire la burocrazia: in Gran Bretagna sono 100 ore, in Italia sono 300. Se queste ore fossero meno ci sarebbe tempo anche per capire le strategie fiscali. Per esempio la flat tax potrebbe portare semplificazioni, ma siamo ben lontani per ora”.

La Fondazione per le vittime del Fisco

Massini Rosati si occupa anche di vittime del fisco, tanto da essere presidente di una fondazione a loro dedicata. Le vittime del fisco “sono di più tipologie”, precisa affermando che ci sono persino i casi di chi “arriva a gesti estremi: sembra raro, ma non lo è, sono numeri importanti. Altre vittime sono coloro che sono perseguitati dal Fisco, che oggi è un Fisco inquisitore. Se controllano è perché credono che sei un evasore, quindi siamo un po' tutti vittime del fisco”. Per questo motivo la Fondazione Vittime del Fisco offre “due tipologie di aiuti: da una parte una sorta di pronto soccorso fiscale, una live chat con cui capire come dare un feedback immediato e aiutare il contribuente, cercando soluzioni da offrire. La seconda cosa sono le vittime, chi arriva al suicidio: ci sono bandi aperti per dare alle famiglie denaro ma anche consulenza. Magari c'è chi si ritrova anche i debiti rimasti, oppure offriamo aiuti anche per dare soluzioni per ripartire”.