L'ex senatore Antonino Papania (Pd) è stato condannato ad un anno per voto di scambio. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Trapani, dal giudice Franco Messina, dopo un processo durato cinque anni. I L'ex parlamentare era accusato di corruzione elettorale: i fatti contestati risalgono al 2012, e sono relativi alle elezioni amministrative del Comune di Alcamo, e in particolare riguardavano la fase del ballottaggio.

Secondo i giudici, l'ex parlamentare avrebbe chiesto voti in cambio di soldi e posti di lavoro. Il suo avvocato, Nino Mormino, durante l'arringa difensiva, aveva detto che l'offerta in cambio del voto deve raggiungere direttamente l'elettore, cosa che secondo la sua tesi non sarebbe avvenuta, aggiungendo che "Non può essere considerato un illecito" la ricerca del consenso. Insieme a lui sono state condannate a otto mesi di reclusione altre quattro persone: Leonardo Vicari, Giovanni Renda, Leonardo De Blasi e Giuseppe De Blasi, rispettivamente padre e figlio. Anche loro sono stati riconosciuti come responsabili della compravendita di voti. Il giudice Messina inoltre ha assolto "per insufficienza di prove" l'ex senatore Papania dall'accusa di aver offerto derrate alimentari in cambio del voto. È stato invece assolto l'ex segretario di Papania, Massimiliano Ciccia, difeso dall'avvocato Antonino Caleca e dall'avvocato Salvatore Di Giorgi.

Papania già nel 2016 era stato condannato per "concorso in voto di scambio" in relazione al primo turno elettorale delle amministrative ad Alcamo del 2012.