World Food Programme è il vincitore del Premio Nobel per la Pace 2020. L'annuncio è stato fatto oggi, venerdì 9 ottobre, dal Comitato per i Nobel norvegese a Oslo, in Norvegia. World Food Programme è riuscito ad imporsi su altri 318 autorevoli candidati, da Greta Thunberg, arrivata già alla sua seconda nomination, agli attivisti di Hong Kong, passando per l’Organizzazione mondiale della Sanità. Si tratta del quarto numero più alto di sempre, una lunga lista composta da 211 privati e 107 organizzazioni, che però, come da tradizione, non verrà resa nota dalla Fondazione Nobel per i prossimi 50 anni, anche se molti dei nomi vengono spesso annunciati pubblicamente da coloro che li propongono per il riconoscimento. Secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbe anche il movimento Black Lives Matter, incluso nella lista per aver denunciato le questioni del razzismo e della brutalità della polizia negli Stati Uniti.

Il Programma alimentare mondiale è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare e la più grande organizzazione umanitaria del mondo. L’agenzia assiste una media di 100 milioni di persone in 78 paesi del mondo. Il Norwegian Nobel Commitee ha deciso di assegnare il Nobel all'agenzia Onu del Wfp per la solidarietà internazionale nella lotta contro la fame. "In tempi di pandemia, il World Food Programme ha dimostrato incredibili capacità nella lotta contro la fame nel mondo", la motivazione del Comitato per i Nobel: "Per i suoi sforzi per combattere la fame, per il suo contributo al miglioramento delle condizioni per la pace in aree colpite da conflitti e per il suo agire come forza trainante per evitare l'uso della fame come arma di guerra e di conflitto".

Si ricordi che a selezionare il vincitore del Premio Nobel per la pace sono, secondo il regolamento, i cinque membri del Comitato per il Nobel norvegese, nominati per cinque anni dal parlamento di Oslo scegliendo fra le candidature inviate da membri e vincitori passati, da parlamentari e capi di Governo stranieri, da organizzazioni e istituzioni internazionali, da docenti universitari e membri del tribunale dell’Aja. Intanto, già ci sarebbero indiscrezioni sulle candidature per l'edizione 2021, che vorrebbero tra i candidati il presidente americano Donald Trump per aver negoziato lo storico accordo tra Israele, Emirati Arabi e Bahrein, e l’ex vicepresidente, ora in corsa per la Casa Bianca proprio contro l'ex tycoon, Joe Biden, per la sua predisposizione al dialogo e alla ricerca di soluzioni pacifiche.