Il vaccino anti Covid è sempre più vicino. Dopo i risultati incoraggianti delle sperimentazioni da parte di gruppi di ricerca e case farmaceutiche, è possibile che le prime dosi vengano distribuite anche in Italia entro la fine del 2020. "Ormai abbiamo un portafoglio di 6 potenziali vaccini. I primi cittadini Ue potrebbero essere vaccinati ancora prima della fine di dicembre ", è stato l'annuncio fatto questa mattina dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso del dibattito al Parlamento europeo sulla prossima riunione del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2020. Nel Vecchio Continente "la situazione pandemica rimane grave, con quasi 3mila morti al giorno", ha aggiunto von der Leyen, sottolineando che tuttavia "allentare le restrizioni troppo e troppo velocemente potrebbe portare a una terza ondata dopo Natale". Da qui il consiglio di "imparare dall'estate. Tuttavia ci sono anche delle buone notizie. La Commissione europea ha ormai stipulato contratti sui vaccini con sei aziende farmaceutiche. C'è finalmente la luce alla fine del tunnel", ha concluso.

La presidente von der Leyen ha però anche lanciato un appello: "Gli Stati membri si devono preparare. Si parla di milioni di siringhe, di catena del freddo, di organizzare centri di vaccinazione e di qualificare personale per farlo. Tutto questo va preparato. Si deve approntare la logistica per il dispiegamento di centinaia di milioni di dosi di vaccini".

Oggi l'accordo tra Ue e Moderna per 160 milioni di dosi

Proprio oggi, mercoledì 25 novembre, è stato approvato l'ultimo contratto per assicurare il vaccino contro il Covid-19 al portafoglio dell'Unione europea. Si tratta di un accordo che consentirà a Bruxelles di garantirsi 80 milioni di dosi sicure, ma che potrebbero arrivare a 160 milioni di dosi del vaccino prodotto da Moderna, aveva annunciato ieri von der Leyen. "Secondo i risultati dei trial clinici – aggiunge – questo vaccino potrebbe essere altamente efficiente contro la Covid-19", aveva aggiunto la presidente della Commissione Ue. La stessa Moderna ha appena pubblicato un comunicato nel quale sottolinea che "la consegna del vaccino potrebbe iniziare già nel primo trimestre del 2021 se sarà approvato per l'uso dai medicinali per uso umano dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) comitato (CHMP), che ha avviato una revisione del vaccino". Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna ha aggiunto: "Abbiamo ampliato la nostra capacità di produzione al di fuori degli Stati Uniti con i nostri partner strategici, Lonza e Rovi, per essere in grado di fornire circa 500 milioni di dosi all'anno e possibilmente fino a 1 miliardo di dosi all'anno a partire dal 2021, se approvato".

Solo la scorsa settimana il colosso farmaceutico americano aveva annunciato che il vaccino che stava mettendo a punto, arrivato alla fase 3 della sperimentazione, aveva una efficacia del 94.5%, un valore importantissimo che anche il famoso virologo Anthony Fauci, aveva definito "dato impressionante". I primi 20 milioni di dosi prodotte entro il 2020 saranno destinati al mercato americano. Nel 2021 sono attese altre dosi, comprese fra 500 milioni e un miliardo, per il mercato globale, ma con il nuovo contratto anche l'Europa comincia a mettere le mani sull'antidoto, che tuttavia non è l'unico.

I sei vaccini che arriveranno in Europa

La presidente della Commissione Ue von der Leyen ha, infatti, parlato di contratti sui vaccini con sei aziende farmaceutiche per il vaccino anti-Coronavirus. Il portafoglio dell'Ue include già contratti con AstraZeneca, Sanofi-Gsk, Johnson&Johson, Pfizer e CureVac, a cui dunque si aggiunge anche Moderna. In particolare, recentemente stati sottoscritti contratti per 300 milioni di dosi di un futuro vaccino della società tedesca BioNTech e della multinazionale statunitense Pfizer, efficace – quest'ultimo – al 90% contro Covid-19, come ha annunciato l'azienda. Il primo a essere sottoscritto è stato l'accordo con AstraZeneca, che sta realizzando il vaccino con l'Università di Oxford, grazie al quale gli Stati membri potranno acquistare 300 milioni di dosi del vaccino, con un'opzione per l'acquisto di ulteriori 100 milioni di dosi da distribuire in proporzione alla popolazione. Infine, il contratto con la tedesca CureVac prevede l'acquisto di 405 milioni di dosi, se il suo vaccino si dimostrerà sicuro ed efficace.