Ha commesso una strage per vendicarsi di essere stato licenziato: Seth Aaron Ator, l'uomo che sabato scorso ha ucciso sette persone sparando da un'auto in corsa in Texas, era stato cacciato dal suo datore di lavoro poche ore prima. A rivelarlo il New York Times, secondo cui il 36enne faceva il trasportatore a Odessa. La polizia nel frattempo continua a lavorare sulle scene del crimine tra le cittadine confinanti di Odessa e Midland. Oltre ai sette morti, nella sparatoria sono rimaste ferite ventidue persone.

Secondo il New York Times poco prima della strage un agente di polizia aveva cercato di fermare la Honda color oro del killer, che aveva svoltato senza mettere la freccia. Armato di un fucile semiautomatico, Ator ha ferito l'agente con un colpo di arma da fuoco dal finestrino posteriore dell'auto per poi ripartire continuando a sparare all'impazzata. Successivamente il 36enne ha abbandonato la vettura e ha sequestrato un furgone delle Poste, uccidendo una donna al suo interno. Alla fine di un complicato inseguimento Seth Aaron Ator è stato accerchiato dagli agenti nel parcheggio di un multisala di Odessa, dove è stato colpito a morte. "Non ci sono risposte definitive sui moventi, ma siamo piuttosto certi che abbia agito da solo", ha dichiarato Micheal Gerke, capo della polizia di Odessa. Secondo i registri giudiziari, Ator nel 2002 era stato condannato per violazione di domicilio e resistenza all'arresto.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito Ator "un uomo molto molto malato". Il capo della Casa Bianca è certo che i controlli sugli acquirenti di armi da fuoco non avrebbero impedito le recenti stragi negli USA. Quello di Odessa è stato il secondo massacro a colpi di arma da fuoco avvenuto in Texas nell'ultimo mese dopo quello del 3 agosto a Dallas, dove persero la vita ventidue persone in un grande magazzino di El Paso.