Gli episodi di bullismo sono odiosi quando a commetterli sono dei ragazzini, ma lo diventano molto di più se i responsabili sono degli adulti. Se poi questi sono anche degli educatori diventano insopportabili. Ne sa qualcosa J.T., un giovane afroamericano che si è presentato a scuola con un taglio molto di moda tra i suoi coetanei: una lettera, la M nel suo caso, sfumata sulla testa rasata. I suoi professori alla Berry Miller Junior High School di Pearland, vicino Houston,  sono andati su tutte le furie dal momento che il look violava il regolamento scolastico nel quale si spiega che i capelli devono essere "ordinati, puliti e ben pettinati. Acconciature estreme come disegni e creste non sono consentite". Un rimprovero sarebbe stato più che sufficiente,  ma i docenti sono voluti andare molto oltre.

Il preside dell'istituto Tony Barcelona e due colleghi, Helen Day e Jeanette Peterson, hanno afferrato un pennarello nero e hanno colorato la testa del tredicenne, deridendolo. Come racconta il Corriere gli insegnanti non si sono limitati a coprire la M ma hanno proseguito con l’intero cuoio capelluto, umiliando il ragazzo al punto tale che i genitori hanno denunciato la scuola per razzismo. "Il taglio non raffigurava niente di violento o osceno, che richiamasse i simboli associati a qualche gang o fosse offensivo e inappropriato", si legge nei documenti depositati. Sono stati necessari diversi giorni per ripulire la testa dello studente da quel nero che – spiega il Corriere – "ricorda tragicamente le blackfaces, i menestrelli bianchi che 200 anni fa giravano gli Stati Uniti e nei loro spettacoli si dipingevano il volto nero pece per imitare gli schiavi".