Tragedia negli abissi dell’Angola. Il quarantatreenne triestino Wolfrang Galletti è morto il 27 dicembre mentre stava lavorando a un impianto subacqueo. L’uomo, stando a quanto si apprende, sarebbe rimasto schiacciato sul fondale. Si presume da una grossa tubazione. La dinamica non è ancora chiara. Quel che è certo è che l’incidente è avvenuto ad almeno una settantina di metri sotto il livello del mare.

Galletti, operatore tecnico subacqueo altofondaista  con molti anni di esperienza,, stava lavorando in un cantiere della Azienda Italiana Rana Diving SpA in territorio angolano. Secondo fonti vicine, "era occupato nelle operazioni di riparazioni subacquee di una sea-line quando per dinamiche non ancora ben chiare e definite, è rimasto schiacciato". A nulla è valso il soccorso iperbarico, il tempestivo intervento dei colleghi sul posto e i "prolungati tentativi di rianimarlo". Galletti è riemerso già privo di segni vitali ed è morto poco dopo.

Wolfrang Galletti, con 20 anni di esperienza alle spalle, è morto il giorno prima del suo compleanno. Era in missione al largo delle coste angolane da circa un mese, dove c'è un campo di estrazione petrolifera, che, come tutti gli impianti offshore, necessita di continua manutenzione subacquea da parte di professionisti costretti a vivere diverse settimane in immersione.