La turista britannica in tribunale a Cipro (Getty).
in foto: La turista britannica in tribunale a Cipro (Getty).

Costretta a firmare una dichiarazione preparata dalla polizia dopo essere stata trattenuta per 8 ore e senza la possibilità di contattare il proprio avvocato. È questa la denuncia fatta da una turista inglese di 19 anni, che alla fine dello scorso mese di luglio, è stata arrestata per false accuse a Cipro, dove si trovava in vacanza, dopo aver dichiarato di essere stata stuprata da un gruppo di 12 ragazzi, tutti di età compresa tra i 16 e i 18 anni e di origine israeliana. La giovane aveva raccontato di essere stata aggredita sessualmente dalla banda nella sua stanza d'albergo ad Ayia Napa, prima di ritrattare con un colpo di scena le sue accuse. Così i suoi assalitori, dopo la sua confessione, sono stati rilasciati e sono tornati nel loro paese d'origine, dove sono stati accolti come eroi nazionali. Se giudicata colpevole, potrebbe rimanere in prigione fino a un anno.

Tuttavia, pare che sia stata la polizia a minacciare la turista: se non avesse ritirato quelle accuse contro i ragazzi israeliani avrebbero arrestato anche i suoi amici. "Quella confessione – ha dichiarato al quotidiano The Sun l'avvocato della 19enne, Michael Polak – è stata ottenuta sotto pressione, a causa delle minacce che le sono state rivolte. Non ha potuto nemmeno contattare il suo legale, così come previsto dalla Convenzione europea sui diritti umani. Per di più, le è stato detto che non avrebbe potuto lasciare altrimenti la stazione di polizia e che non avrebbe potuto andarsene in nessun altro modo. Purtroppo niente di quello che è successo lì dentro è stato registrato, a differenza di quanto avviene nel Regno Unito". Tuttavia, la ragazza avrebbe mandato alcuni messaggi ai suoi amici mentre si trovava con gli agenti. "È pazzesco, non mi lasciano parlare con nessuno, neanche con il mio avvocato. Mi hanno detto che qui non siamo a Londra".

È stato proprio nel corso di questa conversazione che la 19enne ha raccontato di un mandato di arresto internazionale rivolto ai suoi amici nel caso in cui non avesse ritrattato la sua confessione. "Mi hanno fatto firmare qualcosa – si legge ancora -. Credo sia una cospirazione". Dal canto loro, i ragazzi israeliani accusati dello stupro dalla turista, anche loro in vacanza a Cipro prima di cominciare il servizio militare, hanno negato l'abuso, ma tre di loro hanno affermato di aver avuto un rapporto consensuale con lei e di essere stati aggrediti dagli amici della 19enne anche se il responsabile dell'albergo dove si sarebbero verificati i fatti ha negato tutto. Insomma, la vicenda si fa ancora più controversa, anche perché starebbe circolando su Whatsapp un video hard inviato dai presunti assalitori ai propri amici, in cui si sentono numerosi insulti in ebraico rivolti alla ragazza. Il prossimo 7 agosto è in calendario una nuova udienza in tribunale, quando proprio quelle immagini potrebbero essere usate dalla difesa per mettere in discussione il comportamento dei giovani.