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15 Settembre 2021 10:12

Stato dell’Unione, von der Leyen: “Europa ha reagito unita a pandemia, dobbiamo andarne fieri”

"La pandemia ha lasciato delle ferite profondissime, a livello sociale ed economico. Ma abbiamo reagito insieme, come Parlamento e come una unica Unione credo che possiamo andarne fieri": lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione, in cui ha rivendicato l'azione leader dell'Ue sulle vaccinazioni a livello globale e ha parlato del Next Generation Eu. Ma non solo: von der Leyen ha affrontato anche i temi della difesa, delle migrazioni e della politica estera dell'Unione.
A cura di Annalisa Girardi

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha pronunciato questa mattina il suo discorso sullo Stato dell'Unione al Parlamento Ue. Protagonista, chiaramente, è stata la risposta dell'Unione alla pandemia e le sfide che questa ha posto per il suo futuro. "Se guardo allo stato dell'Unione oggi vedo una forte anima in quello che facciamo", ha detto, ricordando che tutti gli Stati membri hanno deciso di reagire insieme: "Lo abbiamo fatto insieme, come Parlamento e come una unica Unione credo che possiamo andarne fieri".

L'obiettivo dell'Unione, ha proseguito, deve essere quello di tornare a essere un leader mondiale: "La pandemia ha lasciato delle ferite profondissime, a livello sociale ed economico", ha detto ancora. Per poi parlare della risposta economica alla crisi, quella del Next Generation Eu. E fare un confronto con l'ultima crisi finanziaria attraversata dall'Europa: "Ci abbiamo messo otto anni per superare la scorsa crisi, questa volta già 19 Paesi torneranno al Pil pre-Covid entro il 2021, i rimanenti nei primi mesi del 2022", ha affermato, sottolineando che questa volta non si ripeteranno gli errori del passato, dopo il 2008. Von der Leyen ha anche annunciato che già dalle prossime settimane si inizierà la discussione sulla revisione della governance economica.

Tornando a parlare della risposta all'emergenza sanitaria, von der Leyen ha detto che il 79% della popolazione europea risulta vaccinata. Ma ha anche sottolineato l'importanza di accelerare le vaccinazioni a livello globale e rimarcando che l'Unione è stata l'unica potenza ad aver condiviso quasi la metà dei vaccini contro il Covid. "Abbiamo dato 700 milioni di dosi agli europei e altri 700 milioni sono stati esportati", ha detto, avvertendo contro una possibile "pandemia dei non vaccinati" e annunciando allo stesso tempo un "piano di investimenti in salute da 50 miliardi di euro".

Non è mancato il riferimento ai giovani, tra i più colpiti dalla pandemia su più livelli. E a uno dei temi che più riguarda le nuove generazioni, quello della lotta al cambiamento climatico. "Metteremo un prezzo all'inquinamento, la transizione deve essere verde. Non c'è più tempo", ha detto la presidente della Commissione annunciando nuovi stanziamenti per l'ambiente.

Von der Leyen ha anche parlato di politica estera e della situazione in Afghanistan, ribadendo il sostegno dell'Unione al popolo afghano e impegnando gli Stati membri a fare di più quando si parla di politica estera e di stabilità nelle regioni confinanti. Per poi annunciare un progetto da 100 milioni di euro come parte di un pacchetto di sostegno per il Paese, tornato sotto il controllo dei Talebani. La presidente della Commissione ha quindi affermato che sia necessario un sistema di difesa europeo, ma anche un centro europeo di coordinamento di intelligence.

Parlando di migrazione, von der Leyen ha detto: "So che ci sono punti di vista molto diversi all'interno dell'Unione. Ma non credo che un terreno comune sia lontano. Tutti siamo d'accordo sul fatto che i flussi irregolari vadano contrastati, ma allo stesso tempo tutti siamo d'accordo che chi ne ha diritto possa trovare rifugio in Europa. L'argomento non deve mai dividerci e non deve essere usato contro l'Unione". La presidente della Commissione ha anche affermato che il nuovo patto Ue sulla gestione dei flussi può funzionare, ma allo stesso tempo che i progressi in questo fronte sono stati "dolorosamente lenti".

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