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31 Agosto 2021
17:58

“Profughi afghani derubati e cacciati dalla polizia croata”: la denuncia degli abusi alla frontiera

Secondo il racconto delle vittime dei respingimenti raccolte dal giornale britannico Guardian, le operazioni di polizia includevano comportamenti brutali e violenti, trattamenti degradanti ma anche furto e distruzione di effetti personali. Ora al confine tra Croazia e Bosnia vivono bloccate centinaia di famiglie afgane, spesso in condizioni pessime, in edifici abbandonati senza acqua né elettricità.
A cura di Antonio Palma
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Mentre in Afghanistan andavano in scena terribili sequenze di persone ammassate all'aeroporto di Kabul in cerca di una via di fuga su uno dei tanti aerei occidentali impiegati per l'evacuazione prima del ritiro definitivo dell'esercito Usa, in Croazia negli stessi giorni la polizia di frontiera avrebbe compiuto respingimenti illegali nei confronti di decine di afghani che avevano lasciato il loro paese di fronte all'avanzata dei talebani per paura di rappresaglie. Non solo, agenti in divisa si sarebbero macchiati di atti ignobili derubando gli stessi migranti prima di respingerli in Bosnia dove erano giunti attraverso la famigerata rotta balcanica. A rivelarlo è una inchiesta del Guardian che ha raccolto testimonianze di richiedenti asilo afgani e ha ottenuto un rapporto esclusivo dal Consiglio danese per i rifugiati che da tempo indaga su quanto accade sulla rotta dei Balcani e ai confini tra Bosnia e Croazia con periodici report.

Nonostante la chiara situazione di fuga, il report documenta circa 60 respingimenti illegali presumibilmente effettuati tra il 16 agosto e il 29 agosto dalla polizia croata contro famiglie afgane in Bosnia che tentavano di raggiungere l'Europa. I presunti respingimenti infatti sono avvenuti tutti dopo l'annuncio della presa del potere dei talebani in Afghanistan e mentre gli Stati Uniti e il Regno Unito, così come i  loro alleati, erano impegnati in un lotta contro il tempo per l'evacuazione degli afghani che avevano collaborato durante la loro presenza sul territorio.

Secondo il racconto delle vittime dei respingimenti raccolte dal giornale britannico, le operazioni di polizia  includevano comportamenti brutali e violenti, trattamenti degradanti ma anche furto e distruzione di effetti personali. La metà degli afgani respinti erano minorenni e 16 persone hanno affermato che i croati avrebbero ostacolato la loro richiesta di asilo. Ora al confine tra Croazia e Bosnia vivono bloccate centinaia di famiglie afgane, spesso in condizioni pessime, in edifici abbandonati senza acqua né elettricità. La maggior parte è fuggita dall'Afghanistan negli ultimi anni e cioè da quando i talebani hanno iniziato a conquistare le aree rurali del Paese. Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi quando coloro che sono recentemente fuggiti dai talebani si uniranno alle migliaia di altri afgani che hanno lasciato il paese mesi fa. Secondo l'alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, entro la fine dell'anno potrebbero fuggire fino mezzo milione di afgani e molti di loro potrebbero intraprendere proprio la strada dei Balcani.

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