Con una campagna vaccinale anti covid che sta andando a gonfie vele e con la promessa dell'arrivo imminente di altre decine di milioni di dosi, gli Stati Uniti contano di poter arrivare a una immunità di gregge entro l'estate e poter così dire di aver sotto controllo la pandemia e entro l'anno. Dietro questi numeri incoraggianti si nasconde però una disparità di accesso ai vaccini che con l'avanzare delle vaccinazioni si sta facendo sempre più evidente. Dai numeri forniti dagli stessi stati, infatti, appare evidente che alcune etnie hanno difficoltà di accesso ai vaccini rispetto alla percentuale di popolazione rappresentata e probabilmente non è un caso che siano le stesse etnie economicamente più svantaggiate.

Secondo un'analisi del New York Times in base informazioni sulla razza e sull'etnia dei vaccinati riportate dagli stati americani, ad essere particolarmente sottorappresentate tra quelle vaccinate per il Covid-19 sono le persone di origine ispanica . Dai numeri infatti emerge che  La quota degli ispanici tra la popolazione vaccinata è nettamente inferiore alla popolazione generale ispanica negli gli stati con grandi comunità ispaniche.  Un dato che purtroppo non sorprende gli stessi esperti di salute pubblica e le autorità locali statunitensi secondo cui le barriere all'accesso al vaccino anti covid con cui devono confortarsi le comunità ispaniche sono simili a quelle che le comunità di colore generalmente devono affrontare in Usa per accede alle cure mediche.

Tra i principali problemini vi è un accesso limitato agli strumenti digitali oggi fondamentali ad esempio per garantire un appuntamento. "Spesso ci son persone che non hanno nemmeno una e-mail e un computer a casa", ha spiegato James Rudyk che gestisce cliniche per vaccini in un sobborgo di Chicago con una vasta comunità di ispanici. Da non sottovalutare nemmeno il problema della lingua soprattutto per i più anziani visto che spesso le informazioni sull'idoneità al vaccino e sulla registrazione sono disponibili solo in inglese. Un altro aspetto  è il lavoro precario o che non permette tempo libero così molti dicono che non possono perdere nemmeno un giorno di lavoro o temono che eventuali reazioni rischino di far perdere loro il posti di lavoro