Dopo mesi di calma il centro di Parigi è tornato ad essere il teatro di violenti scontri: alcune frange estremiste si sono infatti infiltrate  tra i gilet gialli e i manifestanti della marcia per il clima  dando fuoco a numerosi cassonetti una volta arrivati a Place d'Italia. La polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni. I devastatori, molti dei quali con il volto coperto, hanno risposto erigendo barricate con materiale da cantiere. Il rischio che la manifestazione potesse degenerare era apparso evidente quando lungo il percorso, nel quartiere latino, sono stati arrecati danni a banche, agenzie di assicurazione e società immobiliari. A fronte del clima di tensione e delle violenze, i movimenti ecologisti di Greenpeace e Youth For Climate hanno invitato i loro sostenitori a distaccarsi dalla manifestazione. Le forze dell’ordine hanno da subito denunciato le violenze e – su Twitter – hanno invitano i manifestanti ad “emarginarli”. Uno dei violenti è stato fotografato e la foto postata sul social. Alle 17 i fermati erano 152 e i denunciati 302.

La polizia aveva iniziato a lanciare i lacrimogeni sui Campi Elisi nel tentativo di disperdere gruppi di gilet gialli che intendevano avvicinarsi alle zone vietate. La prefettura aveva reso noto che per questo 45/o appuntamento dei gilet gialli erano stati effettuati finora 65 fermi. La zona vietata ai cortei comprende tutti gli Champs-Elysees fino all’Eliseo da una parte e all’Assemblée Nationale sull’altra riva della Senna. Questa mattina dopo un periodo di tranquillità Parigi si era svegliata in stato di allerta come nei giorni di maggior mobilitazione dei gilet gialli. Per questo 7.500 poliziotti e gendarmi erano stati schierati dall’alba nelle aree chiave della capitale francese e per questo stamattina sono stati eseguiti un centinaio di fermi e migliaia di controlli. Il presidente Emmanuel Macron, prevedendo possibili tensioni, aveva invitato tutti alla calma: “È bene che la gente si esprima – aveva detto Macron – bisogna che questo possa avvenire in un clima di calma. Lancio un appello affinché tutto possa svolgersi con intelligenza, concordia e con calma, affinché i nostri giovani e meno giovani possano fare le loro visite e godersele”.