Una media di 12 lavoratori migranti morti ogni settimana dal dicembre 2010 ad oggi in Qatar, la drammatica conta dei costi umani nel Paese mediorientale mentre venivano realizzate le strutture e gli impianti per la Coppa del Mondo di calcio del 2022 è rivelata da una inchiesta del Guardian basata su dati raccolti da varie fonti governative.  Dall'assegnazione della manifestazione sportiva sono infatti almeno 6.500 i lavoratori migranti morti nel Paese mediorientale provenienti da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka. Un  numero che secondo il giornale è anche sottostimato perché non conta i decessi di lavoratori provenienti da un gran numero di altri Paesi che inviano lavoratori in Qatar , tra cui Filippine e Kenya. Sebbene i report sulla loro morte non siano classificati in base all'occupazione o al luogo di lavoro, è molto probabile che molti lavoratori deceduti siano stati impiegati proprio in questi progetti infrastrutturali per la Coppa del Mondo che in effetti ha richiesto mola mano d'opera.

Secondo il comitato organizzatore dell'evento ufficialmente si sono verificati 37 decessi tra i lavoratori direttamente legati alla costruzione degli stadi dei Mondiali ma per molte organizzazioni dei diritti dei lavoratori è un dato assolutamente non veritiero.   "Una percentuale molto significativa dei lavoratori migranti che sono morti dal 2011 erano nel paese solo perché il Qatar ha vinto il diritto di ospitare la Coppa del mondo", ha spiegato Nick McGeehan, direttore di FairSquare Projects, un gruppo di difesa specializzato in diritti dei lavoratori nel Golfo.

Numerosi gli esempi di lavoratori morti sul luogo di lavoro ma per il Qatar classificati come deceduti per incidenti fuori dal lavoro e per  cause naturali. Un operaio del Bangladesh, è stato fulminato nel suo alloggio fornito dalla ditta per cui lavorava dopo che l'acqua è entrata in contatto con i cavi elettrici esposti. Un altro è stato trovato disteso a terra sul lavoro ma per le autorità vittima di un malore. Tra le cause, la più comune in assoluto è la cosiddetta “morte naturale”, spesso attribuita a insufficienza cardiaca o respiratoria acuta dietro la quale però si nasconde sfruttamento e fatica in un clima torrido.