L'ex premier britannico Tony Blair ha chiesto scusa a tutti i cittadini inglesi per aver promosso la guerra in Iraq nel 2003 ammettendo che l'evoluzione che ebbe il conflitto potrebbe aver contribuito a scatenare l'ascesa delle organizzazioni estremiste islamiche, tra le quali anche l'Isis. Nel corso di un'intervista rilasciata alla CNN l'ex primo ministro è tornato sulla questione del dossier di intelligence che all'epoca indusse la Gran Bretagna a intervenire militarmente al fianco degli Stati Uniti  contro Saddam Hussein, accusato come si ricorderà di detenere armi di distruzione di massa: "Mi scuso – ha dichiarato Blair – perché il rapporto dei servizi segreti era sbagliato. Mi scuso anche per alcuni errori nella pianificazione dell'intervento militare soprattutto chiedo scusa per la sottovalutazione di quelle che sarebbero potute essere le conseguenze una volta rimosso il regime".

Tra le conseguenze che Blair ammette ci sarebbe anche la costituzione di organizzazioni estremiste islamiche armate, tra le quali proprio l'Isis. "Anche se non si può dire che chi ha rimosso Saddam nel 2003 sia responsabile della situazione del 2015".  E' la prima volta che l'ex primo ministro chiede scusa per la guerra. Nel 2007, infatti, affermò: "Non credo che dovremmo chiedere scusa a tutti per quello che stiamo facendo in Iraq".

Ma mentre l'ex premier laburista ammette gli errori della guerra in Iraq, il giornale conservatore Sunday Telegraph riporta che nel 2008, dopo aver lasciato Downing Street, si recò segretamente alla Casa Bianca dove, per conto del dittatore Muammar Gheddafi, sottoscrisse un accordo per far ottenere alle vittime statunitensi dei terroristi libici 1 miliardo di sterline di risarcimenti; l'accordo, tuttavia, non prevedeva neanche un penny per i morti britannici, inclusi le centinaia di vittime dei ribelli dell'Ira, sostenuti da Gheddafi. Il patto permise alle vittime USA di ottenere un miliardo di sterline di risarcimento mentre quelle inglesi vennero escluse.