Nel Regno Unito, nonostante le ulteriori strette disposte dal governo nelle ultime settimane, la curva del contagio continua a salire. Secondo i dati della Johns Hopkins University, aggiornati al 14 ottobre, in tutto il Paese da quando è scoppiata la pandemia di Covid-19 i casi totali sono 637mila, di cui più di 17mila solo nelle ultime 24 ore, con 43mila morti. Una situazione che spaventa esperti e cittadini e che sta creando non pochi problemi al premier Boris Johnson, attaccato da più parti per la sua gestione dell'emergenza. L'ultima ipotesi avanzata dal primo ministro riguarderebbe un mini lockdown di sole due settimane in concomitanza con le vacanze scolastiche a fine mese per cercare di interrompere la trasmissione del virus, un sorta di corto circuito nella diffusione del contagio. In questo modo, avvertono gli esperti consiglieri di Johnson, potrebbero essere salvate migliaia di vite.

Al momento si tratta solo di ipotesi ma, come riporta la stampa locale, pare che il premier sia disposto a prendere in considerazione questa drastica mossa se il suo nuovo livello di allerta a tre livelli, presentato nella giornata di ieri, non riesce a frenare la diffusione del virus. "Non sarebbe la cosa responsabile da fare per escludere ulteriori passaggi, ma quello che abbiamo fatto è stabilire una serie equilibrata di misure", ha detto al quotidiano The Mirror un membro di alto livello del governo. Se comunque fosse così, la maggior parte delle attività, inclusi pub e ristoranti, dovranno chiudere. Una decisione potrebbe già arrivare alla fine della prossima settimana, giusto in tempo per le vacanze scolastiche di metà semestre, con una fonte che dice al Telegraph che la probabilità di un'inversione di marcia è di "almeno dell'80%". Ma gli esperti non hanno dubbi: misure restrittive più severe sono necessarie. Jeremy Farrar, uno dei membri del SAGE, ovvero i consulenti scientifici del governo inglese, ha twittato: "È il momento migliore per agire. La pandemia può ancora essere controllata, la trasmissione può essere ridotta, i ricoveri ospedalieri, la pressione sul Sistema sanitario nazionale e le persone che muoiono tragicamente possono essere prevenute. Si può fare, non è troppo tardi per agire. Ma se aspettiamo, il governo dovrà inevitabilmente cambiare rotta di nuovo tra 4-6 settimane. Se non cambia nulla ora, più severe saranno le restrizioni e più a lungo dovranno essere imposte". Anche perché,  secondo un nuovo documento di due consiglieri governativi, tra i 3.000 e 107.000 morti potrebbero essere evitate entro gennaio se fossero imposti severi e brevi corto circuiti come quello che potrebbe essere imposto a breve.

L'idea, in realtà, non è dispiaciuta neppure ad Andrea Crisanti, virologo dell’università di Padova, che nel suo intervento questa mattina a Studio 24 su Rainews facendo il punto sull'aumento dei casi di Coronavirus in Italia nelle ultime due settimane ha detto: "Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo", portando come esempio proprio la  Gran Bretagna e la sua possibile decisione di fare lockdown proprio durante le vacanze scolastiche per sostenere la sua tesi.