Continua in tutta la Francia la caccia all'uomo che ieri, venerdì 24 maggio, ha piazzato e fatto esplodere una bomba a Lione in via Victor Hugo davanti a una panetteria. A meno di 24 ore dalla terribile esplosione, nella quale sono rimaste ferite tredici persone, emerge un dettaglio: la bomba sarebbe stata azionata a distanza con un telecomando. A dichiararlo è stato il procuratore della Repubblica Remy Heitz durante una conferenza stampa. Gli artificieri, infatti, hanno individuato un sistema per far detonare la bomba "a distanza" e alcuni sistemi elettronici nella valigetta esplosa nel pomeriggio di ieri. Ancora ignoti i motivi del gesto: al momento, infatti, non sono arrivate alle autorità rivendicazioni.

All'interno della bomba c'erano chiodi e bulloni: la deflagrazione ha avuto effetti devastanti su chi si trovava a passare di lì al momento dello scoppio. 13 feriti sono stati sottoposti a delicati interventi chirurgici per estrarre dai corpi le schegge (in molti casi chiodi e bulloni). Tra le persone coinvolte, anche una bimba di otto anni.  Dei feriti, tre sono ancora in ospedale e uno è in condizioni gravi: a sostenerlo è il sindaco della città Gerard Collomb all'emittente di Bfmtv. Intanto prosegue la caccia al responsabile dell'attentato. Le forze dell'ordine hanno diffuso un appello su Twitter per cercare testimoni e hanno diffuso una foto del sospettato (definito "pericoloso"). L'immagine diffusa sui social mostra un uomo (di circa 30 anni) che spinge una bici mentre indossa una camicia scura, un cappello, occhiali da sole.