Una violentissima esplosione ha colpito il Green Village, la zona di Kabul che ospita organizzazioni e personale internazionali. Lo rende noto il portavoce del ministro degli interni dell'Afghanistan, Nasrat Rahimi. Il bilancio provvisorio è di cinque morti accertati e almeno cinquanta feriti. L'esplosione – causata da un'autobomba – è avvenuta mentre l'inviato statunitense Zalmay Khalilzad si trova nella capitale per aggiornare il presidente afghano Ashraf Ghani sull'accordo "di principio" con i talebani per la fine della guerra.

L'attentato è stato però rivendicato proprio dai Talebani. Il portavoce dell'organizzazione estremista islamica Zabihullah Mujahid ha detto che la bomba ha rimosso degli "ostacoli" e che la deflagrazione è stata seguita da un certo numero di combattenti che sono entrati nel campo per attaccare "i nemici rimasti". Sempre secondo Mujahid sarebbero stati uccisi molti stranieri. Il portavoce del Ministero degli Affari interni Nasrat Rahimi ha detto che la detonazione ha provocato l'esplosione di un vicino distributore di benzina, che ha preso fuoco, ma ha negato che ci siano stati combattimenti all'interno del compound.

Maggiori dettagli sulle vittime non sono al momento disponibili. L'attacco è avvenuto mentre si fa più vicino un accordo di pace tra gli Usa e i Talebani. Il Green Village è stato preso di mira dai ribelli Taliban almeno tre volte negli ultimi anni. La capitale afghana, che ha quasi cinque milioni di abitanti, è stata colpita da svariati attentati terroristi negli ultimi due anni.