Gas lacrimogeni e urticanti, manganellate e proiettili di gomma. E' questo il trattamento che la polizia turca ha riservato oggi alle donne che stavano manifestando nel centro di Istanbul in un corteo pacifico in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Centinaia di persone si erano radunate nel quartiere Taksim della città turca e – come in altri paesi – stavano chiedendo maggiori tutele e azioni concrete contro i femminicidi. E' stato in quel momento, mentre si stavano gridando slogan e intonando canti, che le forze dell'ordine sono intervenute con violenza utilizzando gas e proiettili di gomma e chiudendo una delle vie di fuga,  viale Istiklal.

La repressione della polizia è durata pochi minuti ma rappresenta un segnale allarmante in un paese che deve quotidianamente fare i conti con gravi episodi di violenza di genere. In Turchia nel 2019 sono state uccise finora uccise 378 donne, superando le 337 assassinate per mano di uomini nel 2018. Numeri in costante e grave aumento considerando che furono 347 le donne uccise nel 2017 a fronte delle 279 morti del 2016 e 293 del 2015.

Le donne turche chiedono soprattutto un sistema di tutele più efficaci per quelle che hanno già subito e spesso denunciato minacce, violenea domestiche e maltrattamenti; tutti segnali che troppo spesso vengono ignorati dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine. Le organizzazioni per i diritti delle donne riunitesi in Turchia denunciano che la maggior parte dei femminicidi sono vere e proprie tragedie annunciate: spesso, infatti, alle denunce presentate verso uomini violenti non seguono conseguenze.