Una violentissima esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio nel nord dell'India ha provocato la morte di almeno 22 operai, molti dei quali sono deceduti in seguito al crollo dell'edificio. Altre quindici persone – ha rivelato l'ufficiale di polizia Mukhtiar Singh – sono rimaste ferite, alcune delle quali in modo grave. L'incidente è avvenuto a Batala, una città nello stato del Punjab a circa 460 chilometri a nord di Nuova Delhi. Singh ha affermato che sul luogo della tragedia hanno continuato a lavorare per ore i soccorritori.

Le cause dell'esplosione sono al vaglio degli inquirenti ma il sospetto è che non siano state rispettate le norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Dopo la deflagrazione la fabbrica ha preso fuoco, poi è crollata seppellendo decine di persone sotto le macerie. Bikram Singh Mathijia, leader del partito di opposizione Akali Dal, ha dichiarato che si trattava di uno stabilimento illegale di cui tutti erano a conoscenza e che nonostante ciò lavorava da anni senza alcuna licenza. Molti residenti della zona hanno aggiunto che le condizioni di illegalità in cui operava la fabbrica erano note a tutti, ma che mai nessuno si è attivato per chiuderla. Una precedente esplosione del 2017 aveva già causato la morte di una persona.

La fabbricazione di fuochi d'artificio è un settore in forte sviluppo in India, ma sono ancora numerosissime le fabbriche illegali che operano ignorando le condizioni di sicurezza più elementari. Gli incidenti, anche con esiti mortali, sono purtroppo estremamente frequenti.