È la giovanissima attivista ambientale svedese Greta Thunberg la favorita a vincere il premio Nobel per la pace 2019. Almeno così sono convinti i bookmaker le agenzie di scommesse britanniche, tutti concordi nel dare alla 16enne, diventata paladina della lotta ai cambiamenti climatici, le maggiori chance si successo. Se gli esperti rimangono cauti parlando di previsioni troppo azzardate, infatti, gli allibratori la danno nettamente favorita sugli avversari e così se si puntano 10 sterline  su di lei nelle società specializzate come Ladbrokes, Oddschecker e Betfair, se ne possono incassare al massimo 15. Se l'ipotesi dovesse concretizzarsi il prossimo 11 ottobre, Greta Thunberg diventerebbe la più giovane premiata col nobel per la pace. A candidarla per il prestigiosissimo riconoscimento. andato in passato a figure quasi leggendarie come Nelson Mandela e a Madre Teresa di Calcutta e assegnato ogni anno in Norvegia. erano stati nei mesi scorsi proprio tre membri del Parlamento norvegese.

"Il movimento di massa lanciato da Greta Thunberg è un grande contributo alla pace", aveva  affermato uno dei deputati presentando la candidatura a cui Greta Thunberg aveva reagito dicendosi "onorata e molto riconoscente" per la candidatura. I politici norvegesi non hanno conosciuto direttamente l'adolescente ma ne seguono il percorso fin dagli esordi sulla scena pubblica e cioè da quando la ragazzina aveva iniziato la sua battaglia con sit-in di protesta davanti al Parlamento svedese dando vita quel movimento #FridaysForFuture che poi si è diffuso a macchio d'olio a tutto il mondo occidentale e non solo che è sttao ala base delle manifestazioni oceaniche di giovani e meno giovani per chiedere ai governi di farsi immediatamente carico degli squilibri climatici crescenti sulla Terra.

Greta Thunberg ha già vinto il più alto riconoscimento di Amnesty International, il premio “Ambasciatore della coscienza” e gli allibratori pensano sia il preludio alla sua vittoria al nobel della pace. Per gli esperti in realtà resta ancora tutto da decidere sia perché ci sono altri candidati altrettanto validi sia perché a suo sfavore c'è la giovane età e soprattutto il nesso ancora non perfettamente chiaro tra cambiamenti climatici e i conflitti armati nel mondo.