Un'altra tragedia della disperazione. Stavolta però non in mare ma a terra: sui binari di una ferrovia. Almeno 14 persone, tutti immigrati clandestini, sono morte in Macedonia, travolte da un treno a una cinquantina di chilometri dalla capitale Skopje.  Sembra che l'incidente si avvenuto nella tarda serata di giovedì: il convoglio, diretto a Belgrado, ha investito un gruppo di una cinquantina di persone, che nel loro viaggio a piedi verso la Serbia stava seguendo la linea ferroviaria per essere sicuri di arrivare a destinazione e non perdersi nei boschi.

Come ha riferito il ministero dell'Interno, il dramma si è consumato nel tratto Veles-Skopje. Il convoglio internazionale era partito da Gevgelija (sud della Macedonia al confine con la Grecia) ed era diretto a Belgrado. A 42 chilometri dalla capitale macedone, il treno non sarebbe riuscito a fermare in tempo la sua corsa, nonostante i disperati tentativi del macchinista, finendo col travolgere gran parte del gruppo di profughi sui binari della ferrovia in località Pcinja. Gli immigrati provenivano in prevalenza da Somalia e Afghanistan.