All’indomani del disastro aereo dell’Airbus A320 della Germanwings, precipitato sulle Alpi francesi con a bordo 150 persone, la compagnia aerea Lufthansa ha messo a disposizione dei voli gratuiti per tutti i parenti delle vittime che avrebbero voluto raggiungere il luogo dell’incidente. Per non incorrere in lunghe formalità non avrebbero verificato il grado di parentela e, a quanto pare, qualcuno ha avuto il coraggio di approfittare della situazione. Una donna, in particolare, avrebbe finto di essere una parente di una delle 150 persone morte nello schianto dell’aereo per volare ben due volte gratuitamente nel sud della Francia. Ad aver imbrogliato la compagnia aerea sarebbe stata una donna residente a Beverungen, una cittadina non lontana da Halltern, in Germania, quella cioè da cui provenivano i sedici liceali morti nell’incidente aereo. Un portavoce della Lufthansa ha confermato l’accaduto alla Dpa, ma non ha voluto discutere altri dettagli, se non per dire gli avvocati della compagnia aerea stavano esaminando la possibilità di fare causa alla donna.

Si è spacciata per la cugina di una delle insegnanti che accompagnava la scolaresca tedesca – Secondo quanto riferisce il quotidiano locale Halterner Zeitung, per volare gratis in Francia la donna ha detto di essere la cugina di una delle due insegnanti che accompagnavano gli studenti del liceo di Haltern e si è recata sia sul luogo dell'impatto a Seyne les Alpes che su quello del memoriale a Le Vernet. Avrebbe addirittura anche incontrato gli psicologi che hanno assistito i familiari delle vittime. Secondo quanto riferito dal padre dell’insegnante, questa donna non è né un parente né un'amica di sua figlia ed è volata due volte in Francia portando altre tre persone non identificate insieme a lei. La verità sarebbe stata scoperta perché Lufthansa si sarebbe insospettita per l'ultimo viaggio fatto durante le vacanze di Pasqua. La polizia di Hoexter, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, ha confermato che è stata avviata un'indagine per frode. Al momento la compagnia di bandiera non ha presentato una denuncia penale, poiché non tutti i dettagli della truffa sono noti. A quanto pare il padre della insegnante morta però avrebbe intenzione di passare a vie legali.