Almeno 17 lavoratori, tra cui 15 donne, sono morti carbonizzati tra le fiamme di un enorme incendio divampato improvvisamente all’interno dell’azienda in cui stavano lavorando oggi nei pressi di Pune, nello stato indiano del Maharashtra. La tragedia si è consumata nel pomeriggio di oggi, le 17 ora locale, all’interno di uno stabilimento chimico di medie dimensioni nel villaggio di Urawade, a Pirangut. Tutte le vittime sono rimaste intrappolate all'interno dell’impianto trovando una morte orribile. Seconda una prima ricostruzione, il rogo si è sviluppato dopo l’esplosione di un macchinario nell'area imballaggi dove, a causa della grande quantità di plastica che subito ha preso fuoco, si è sviluppata una enorme quantità di fumo nero che ha impedito agli operai di uscire in tempo.

Drammatiche le immagini che giungono dal posto con altissime colonne di fumo nero che hanno impedito anche ai soccorritori di entrare in fabbrica. Per raggiungere le vittime e cercare di liberarle, i soccorsi si sono serviti di pale meccaniche con le quali hanno dovuto abbattere dei muri perimetrali su entrambe le estremità dell'impianto per accedere all'interno. Quando però son riusciti a entrare per le vittime era ormai troppo tardi. Quasi tutti sono morti soffocati dalle esalazioni prima ancora che le fiamme li raggiungessero. Al momento dell'incendio nella fabbrica si trovavano circa 40 persone, quasi tutti operai della zona, la metà dei quali si è salvata.

Sul posto sono intervenuti anche otto squadre di vigili del fuoco con le autopompe che infine sono riuscite domare l’incendio dopo circa due ore. Al momento sono stati estratti 17 cadaveri ma non è escluso che il bilancio possa ancora aggravarsi visto che le operazioni sono ancora in corso nelle aree dell'impianto che non si sono ancora raffreddate. Secondo i soccorritori quasi tutti i morti sono carbonizzati a tal punto che non si riesce a capire nemmeno se siano donne o uomini.