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Conflitto in Ucraina
2 Ottobre 2022
12:40

Così i russi hanno tentato di cancellare la cultura ucraina: “Torture per chi non insegnava in russo”

Le denunce di diversi insegnanti nelle cittadine di recente liberate dagli ucraini a seguito del ritiro dei russi e l’avanzata delle truppe di Kiev.
A cura di Antonio Palma
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Bandiere ucraine di ogni tipo date alle fiamme, testi scolastici distrutti, iscrizioni di autori ucraini o icone culturali fatte sparire ma persino lavoretti dei piccoli delle elementari appesi ai muri delle scuole strappati e l’obbligo di non parlare ucraino. Sono le sistematiche azioni che sarebbero state messe in atto dai russi nei territori ucraini occupati, secondo le denunce di diversi insegnanti.

Il chiaro scopo sarebbe stato quello di mettere in atto una assimilazione forzata con la scomparsa di ogni scritto inerente la cultura ucraina. A rivelarlo, a seguito del ritiro dei russi e l’avanzata delle truppe di Kiev verso l’est del Paese, gli stessi insegnanti ucraini delle scuole delle cittadine occupate in precedenza.

Stando ai loro racconti raccolti sul posto dagli inviati della Bbc, maestri e professori sarebbero stati sistematicamente presi di mira nelle cittadine di recente liberate dagli ucraini come Balakliya e Vovchansk fino ad arrivare a vere e proprio torture nei confronti chi di si rifiutava di insegnare in russo parlando in ucraino agli alunni.

“All'inizio del periodo scolastico, ci è stato detto che avremmo dovuto insegnare ai nostri studenti che l'Ucraina era un territorio della Russia” ha affermato Inna Mandryka, vicedirettrice della scuola Balakliya Five poi rimossa perché si è rifiutata di collaborare.

La preside Liliya Sirous ha raccontato invece che le è stato dato un elenco di oltre 2.200 libri della scuola da distruggere ma soprattutto un nuovo programma scolastico di storia, letteratura e lingua russa da seguire durante le lezioni in classe.

Stesse scene vissute anche in un'altra scuola a nord di Balakliya, nel villaggio di Ivanivka. Insegnanti sarebbero state minacciate armi in pugno, ma anche arrestate e torturate.

"Hanno cercato di costringermi a imparare il testo dell'inno russo, ma ho rifiutato" ha rivelato una maestra, raccontando di essere stata picchiata e costretta a inginocchiarsi con un sacco in testa.

Secondo le autorità ucraine, pressioni e minacce sarebbero arrivate anche ai genitori dei bimbi che non mandavano i loro figli a scuola con l’avvertimento sarebbero stati portati in un orfanotrofio.

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