Non ci sono ancora i numeri di Italia e Spagna, che in Europa hanno segnato il record di casi di Coronavirus, ma sale l'allerta in Gran Bretagna, dove nelle ultime 24 ore si è registrata una vera e propria impennata di casi positivi al nuovo virus e di decessi. Il numero censito delle persone infettate è infatti cresciuto fino a 11.658 in un solo giorno, secondo i dati aggiornati a oggi del ministero britannico della Sanità, con un picco di 2.129 in più rispetto a ieri, il giorno più buio finora per il Paese, che solo da qualche giorno è in lockdown. Mentre il totale registrato dei morti è passato da 463 a 578, ossia un balzo di 115 in più. I test eseguiti nel Paese sono saliti intanto a quasi 105.000.

Secondo gli esperti, potrebbero esserci mille infetti per ogni vittima di Covid-19, dunque il numero dei contagiati potrebbe essere molto più alto e raggiungere quota 600mila. Al momento vengono sottoposti a tampone solo i pazienti che vengono ricoverati in ospedale, ciò significa che solo una piccola parte dei casi viene individuata, lasciando nel mistero la portata reale dell'epidemia oltremanica, dove, nonostante la decisione del governo guidato da Boris Johnson di chiudere tutto e di far restare la popolazione a casa, i cittadini sembrano ancora poco propensi a rispettare le misure di distanziamento sociale imposte. Così, la polizia ha istituto blocchi statali per controllare le macchine in transito e sta utilizzando droni per inseguire runner, ciclisti e sportivi.

Allarme soprattutto a Londra, epicentro dei contagi. Oltre ai nosocomi della City, è anche in via di completamento anche un nuovo ospedale da quattromila letti realizzato a tempo di record in un centro congressi sulle rive del Tamigi. Ma il problema è costituto soprattutto dal gran numero di medici e infermieri contagiati dal virus, o con familiari contagiati, il che li costringe comunque a una quarantena precauzionale: in certi ospedali le assenze di personale vanno dal 30 al 50 per cento.