L'Europa è tornata ad essere l'epicentro della pandemia di Coronavirus: solo nella scorsa settimana i casi registrati sono stati 1,7 milioni in tutto il Vecchio Continente, rappresentando il 46% dei casi a livello globale, per un totale dall'inizio dell'emergenza di oltre 10 milioni di contagi, a cui si aggiunge un incremento della mortalità pari al 32% negli ultimi 7 giorni, secondo dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Alcuni governi, dopo il fallimento delle prime misure restrittive, hanno già deciso di affrontare la seconda ondata andando nella direzione del lockdown, come nel caso di Germania, Francia e Irlanda, a cui si aggiungerà l'Austria entro il prossimo weekend. A preoccupare è soprattutto la situazione negli ospedali, che il commissario Ue per la salute, Stella Kyriakides, ha avvertito mercoledì essere "molto allarmante". L'occupazione delle unità di terapia intensiva europea è raddoppiata in tre settimane, tra il 21 settembre e il 12 ottobre, secondo i dati del Centro europeo per il controllo delle malattie, ECDC. Ma quali sono i paesi che al momento sono più colpiti dall'epidemia di Covid-19 e i cui sistemi sanitari sono a rischio? Ecco la mappa in aggiornamento, stato per stato, al netto di quanto sta succedendo in Italia, dove pure la curva epidemiologica è in rapida ascesa.

Repubblica Ceca

Tra i Paesi attualmente più colpiti dalla pandemia c'è la Repubblica Ceca, che ha la peggiore incidenza cumulativa nell'Unione europea, con ben 1.449 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni. Il governo ha chiesto al proprio esercito di allestire un ospedale da campo da 500 posti letto nella capitale, Praga, per curare i malati di Coronavirus meno gravi per liberare le strutture che possano trattare meglio i pazienti critici. Il Paese ha iniziato agosto con poco più di 100 ricoverati in ospedale per Covid-19. Il 30 settembre erano già 10 volte di più. Adesso superano i 6.000. Sono stati chiamati molti studenti di medicina a scendere in campo e lo stesso sindaco di Praga, Zdenek Hrib, laureato in medicina, si è offerto volontario per aiutare lo screening di potenziali pazienti affetti da Covid-19. Da due settimane le scuole, i campus universitari, bar e locali sono stati chiusi e il provvedimento avrà validità fino al 3 novembre.

Belgio

Anche la situazione in Belgio, che si trova di fatto già in semi-lockdown, è molto complicata, con un'incidenza di 1.424 contagi, la seconda più alta di tutta Europa. Le autorità locali hanno avvertito che il paese potrebbe finire i letti di terapia intensiva in sole due settimane, dopo che si stanno registrando in media 13mila nuovi casi al giorno, e riconoscono che alcuni ospedali sono a corto di personale. Le operazioni e le visite non urgenti sono state già sospese. Un ospedale di Liegi, vicino al confine con i Paesi Bassi, ha chiesto ai propri infermieri positivi al Coronavirus ma asintomatici di continuare a lavorare, secondo Euronews. La vicina Olanda, con 711 casi ogni 100.000 abitanti, ha iniziato a inviare i pazienti in Germania, come durante la prima ondata. I ricoveri di pazienti Covid sono aumentati del 17% la scorsa settimana rispetto alla precedente, una percentuale simile all'aumento nelle terapie intensive (16%), che indica una crescita molto rapida.

Regno Unito

Da settimane la curva epidemiologica nel Regno Unito continua a salire. È per questo che il governo guidato da Boris Johnson ha disposto misure sempre più restrittive, con veri e proprio blocchi totali in alcune aree del Paese. Qui l'incidenza dell'infezione è di 424 ogni 100.000 abitanti. Il Paese conta 852 persone ricoverate in unità di terapia intensiva, secondo dati di lunedì scorso. Il 5 ottobre erano 393, il che significa che in sole tre settimane la cifra è più che raddoppiata. Da giorni gli ospedali britannici ricevono più di mille nuovi pazienti. Mark Walport, un membro di SAGE – il comitato scientifico che consiglia il governo britannico – ha assicurato questo mercoledì che il numero di pazienti ammessi potrebbe superare il picco della prima ondata alla fine di novembre se non verrà imposto un nuovo confinamento.

Francia

In Francia, dove si registra una incidenza di 660 casi ogni 100.000 abitanti, il numero di pazienti ospedalizzati sta crescendo molto rapidamente. Martedì sono state ammesse 18.978 persone con Coronavirus e 2.918 in terapia intensiva. Al 12 ottobre erano 1.548, cioè in due settimane i posti letto occupati dai pazienti critici sono raddoppiati. Per questo il presidente Emmanuel Macron, dopo l'incontro urgente del Consiglio di Difesa, ha annunciato un nuovo lockdown da venerdì 30 ottobre al primo dicembre. Lo stesso presidente ha evocato lo scenario di "almeno 400.000 morti in più" entro qualche mese se non facciamo nulla contro il Coronavirus.

Germania

La Germania, con un'incidenza di 156 casi ogni 100.000 abitanti, secondo l'ECDC, ha annunciato la chiusura per un mese a partire dal 2 novembre di cinema, palestre e hotel per il turismo. Insomma, un "lockdown soft", come lo ha definito la cancelliera Angela Merkel, che non ha nascosto la sua preoccupazione per la seconda ondata di Coronavirus e per l'impatto che già sta avendo nel suo paese, dove numeri così alti di infezioni e ricoveri non erano mai stati raggiungi neppure durante la fase iniziale dell'emergenza. "Il ritmo del virus e della diffusione è particolarmente veloce. Viviamo una crescita esponenziale dei contagi", ha detto la Cancelliera dopo l'incontro con i Laender, annunciando "misure dure. Se il ritmo resta questo si potrà arrivare al sovraccarico del sistema sanitario. È assolutamente chiaro che dobbiamo agire e adesso per evitare un'emergenza sanitaria nazionale". Restano, invece, aperte le scuole.