La Camera dei Comuni britannica ha espresso voto contrario alla mozione presentata dal governo per ottenere le elezioni politiche anticipate il 12 dicembre. Il no dell'opposizione laburista ha impedito il raggiungimento del necessario quorum dei due terzi, come già in due altre occasioni. Al governo Tory resta tuttavia ora la strada di sostenere la nuova proposta di altri due partiti d'opposizione, Libdem e Snp, per andare al voto il 9 dicembre modificando a maggioranza semplice da domani la legge vigente sulle elezioni. La mozione del governo è stata bocciata, riuscendo a ottenere solo 299 voti contro i 434 che sarebbero stati necessari (cioè i due terzi dei 650 deputati); 70 hanno votato contro. Johnson ha comunque annunciato che in serata presenterà un progetto di legge per tenere le elezioni, da sottoporre al voto dei deputati martedì. Per l'approvazione una legge del genere richiede solo la maggioranza semplice.

Sono dunque scaduti i termini per portare a compimento la Brexit prima della scadenza del 31 ottobre: oggi l'Unione Europea ha concesso a Londra una proroga fino al 31 gennaio del prossimo anno. L'annuncio è stato dato via Twitter dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: "I 27 Paesi Ue hanno deciso di accettare la richiesta del Regno Unito di una ‘flextension' fino 31 gennaio 2020. La decisione sarà formalizzata con una procedura scritta". La decisione è stata resa nota stamattina nel corso della riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri a Bruxelles. L'estensione è permessa fino al 31 gennaio del 2020, con la possibilità per il Regno Unito di lasciare l'Unione europea anche prima, ovvero nel momento in cui l'accordo di ritiro venga ratificato. È prevista infatti la cosiddetta "flextension", una proroga flessibile, che consente l'uscita di Londra dall'Ue il primo dicembre, il primo gennaio o il primo febbraio a seconda che la firma avvenga a novembre, a dicembre o a gennaio.