"Quello che è successo qui non si può capire con la comprensione umana", ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, in visita al campo di concentramento di Auschwitz. "Non dobbiamo dimenticare mai. Nessuna tolleranza su nessun antisemitismo".  È la prima volta che Merkel varca il famoso cancello con la scritta ‘Arbeit macht frei'. La cancelliera è stata accompagnata dal primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e dal direttore della fondazione Auschwitz-Birkenau, Piotr Cywinski. Era presente anche un sopravvissuto ad Auschwitz, Stanislaw Bartnikowski di 87 anni, insieme ad altri rappresentanti della comunità ebraica.

L'ultimo cancelliere a visitare il campo di concentramento, uno dei luoghi simbolo dell'Olocausto, è stato Helmut Kohl nel 1995. Merkel è il terzo capo del governo tedesco a visitare Auschwitz, dopo Helmut Schmidt nel 1977 e Kohl. In passato la cancelliera aveva visitato i campi di sterminio di Buchenwald e Dachau. Merkel questa settimana ha annunciato la concessione di 60 milioni di euro alla fondazione Auschwitz-Birkenau. Il fondo verrà utilizzato per la manutenzione del campo, in cui trovarono la morte oltre un milione di persone durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel suo discorso Merkel ha rimarcato l'importanza di non dimenticare l'orrore dell'Olocausto: "Mi inchino alla sofferenza di queste persone, mi inchino alle vittime della Shoah", ha affermato la cancelliera, visibilmente commossa, ascoltando il racconto di un sopravvissuto. Merkel ha affermato che la memoria dei crimini nazisti è inseparabile dall'identità tedesca: "Lo dobbiamo alle vittime e a noi stessi. Ricordare i crimini, indicare i suoi autori e rendere un omaggio degno alle vittime è una responsabilità che non finisce mai. Non è negoziabile. Ed inseparabile dal nostro Paese. Essere cosciente di questa responsabilità è una parte della nostra identità nazionale», ha sostenuto. «Non dobbiamo mai dimenticare. Non possiamo tirare una linea e non ci sarà neppure alcuna relativizzazione".