Un deputato oppositore di Maduro è ricoverato in gravi condizioni dopo esser stato avvelenato in un ristorante di Cucula, la città colombiana vicina al confine con il Venezuela. La vittima è Freddy Superlano, che in questi giorni si trova in Colombia dove la resistenza venezuelana si è radunata e dove ieri sera si è tenuto il concerto ‘Venezuela Aid’, promosso dal miliardario Richard Branson. Il cugino e assistente del deputato, Carlos Surinas, è morto per aver ingerito la stessa sostanza, secondo quanto riportato dal partito del deputato, guidato da Juan Guaidò. Secondo quanto riferito, il deputato e il cugino avrebbero ingerito la burundanga, un alcaloide allucinogeno che si ricava dalla corteccia dell’albero borrachero, che si trova in Colombia. Di solito viene usato come anestetico, ma se assunto in dosi eccessive può diventare tossico.

Prosegue intanto lo scontro sulle frontiere venezuelane, con le milizie di Nicolas Maduro che continuano a sparare lacrimogeni e proiettili di gomma verso i manifestanti: l’obiettivo è quello di impedire l’arrivo degli aiuti internazionali. Secondo quanto emerge dalle ricostruzioni dei media locali, nella sola giornata di sabato ci sarebbero stati quasi 300 feriti tra i dimostranti che parteggiano per Guaidò, leader dell’opposizione a Maduro e presidente autoproclamato e riconosciuto da molti stati, a partire dagli Usa e da quelli europei.

Proprio Guaidò ha fatto sapere che chiederà alla comunità internazionale di “tenere aperte tutte le opzioni” per liberare il Paese: “Gli eventi di oggi mi hanno obbligato a prendere una decisione: proporre in modo formale alla comunità internazionale di mantenere tutte le opzioni disponibili per liberare questo Paese, che lotta e continuerà a lottare. La speranza nacque per non morire, Venezuela”. Un messaggio che arriva dopo gli scontri alla frontiera con il Brasile che hanno causato quattro morti, oltre a quelli in Colombia. Intanto si esprime sulla questione venezuelana anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Insieme agli altri paesi dell'Ue, condanniamo i tentativi di ostacolare l'ingresso di aiuti umanitari per il popolo venezuelano e di reprimere con violenza il dissenso e le pacifiche manifestazioni di protesta. Vogliamo presto nuove elezioni presidenziali: libere e democratiche”.