Il caso Aquarius, scatenatosi per effetto della chiusura dei porti italiani su disposizione di Matteo Salvini e Danilo Toninelli – rispettivamente ministro dell'Interno e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture – potrebbe causare conseguenze penali e portare il governo italiano sul banco degli imputati. Dopo le accuse rivolte a Salvini e Toninelli da parte del ministro della giustizia spagnolo, Dolores Delgado, la quale ha evidenziato possibili responsabilità penali in relazione alla violazione dei trattati internazionali sui diritti umani, negli uffici della procura di Roma è stato depositato un esposto contro la chiusura dei porti voluta dal ministro dell'Interno. Nel documento presentato da Gianfranco Mascia dei Verdi si chiede ai magistrati romani di verificare se "il rifiuto di autorizzare l’attracco dei porti italiani della nave con a bordo oltre 600 immigrati, sia in violazione della Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo siglata ad Amburgo nel 1979 e ratificata dall’Italia con la legge 147 del 1989. Una convenzione che fissa l’obbligo di soccorso in mare a chi sia in pericolo di vitae quello del suo trasferimento in luogo più sicuro".  

L'esposto però non riguarda solamente la decisione relativa alla chiusura dei porti italiani, ma mira a far luce anche sulla conferenza stampa tenuta da Matteo Salvini l’altro giorno, durante la quale era evidente il logo della Lega dietro le sue spalle. Secondo Mascia questo comportamento, essendo Matteo Salvini un ministro della Repubblica, sarebbe in contrasto con le norme dell’articolo 290 del codice penale "Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze Armate".