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“Non siamo un partito, non siamo una casta” e per questo il Movimento 5 Stelle rifiuta di inserire nelle proprie liste i "politici di professione", ovvero coloro che abbiano svolto attività istituzionale per più di due mandati. Eppure, alle elezioni comunali di Bologna 2011, il movimento ispirato da Beppe Grillo inciampa in un primo caso ambiguo. Si tratta del candidato capolista al quartiere Saragozza Filippo Boriani, che – come si apprende dal sito del Comune di Bologna – ha svolto già due mandati elettorali come consigliere: nel 1990 e nel 1995. Il Movimento 5 Stelle lo ha candidato, violando così una delle sue regole fondamentali.

Filippo Boriano è stato anche tra i fondatori dell'Ulivo di Bologna e del Partito dei Vedi, una militanza politica che comincia nel 1985. Tra le regole che il Movimenti 5 Stelle impone per la stesura delle liste, leggiamo: “Ogni candidato non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura”, eppure alle elezioni amministrative di Bologna presenta una persona che ha già svolto due mandati. Boriano ha tentato di candidarsi anche nel 2009 in sostegno al sindaco Flavio Delbono, dimessosi dopo lo scandalo dei rimborsi gonfiati dell'anno scorso.

I sondaggi danno il Movimento 5 Stelle ben piazzato alle elezioni comunali di Bologna, tanto che potrebbe far eleggere diversi consiglieri. Tra di loro, potrebbe esserci proprio Filippo Boriano che in virtù della sua lunga militanza politica potrebbe raccogliere molte preferenze. Il non-statuto del Movimento 5 Stelle è chiaro al riguardo: “ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto fin dall’origine uno o più dei requisiti minimi sopra descritti”. Le regole saranno uguali per tutti?