Domenica 10 giugno i cittadini di 761 comuni saranno chiamati al voto per eleggere i nuovi sindaci. Si procederà, dunque, con il rinnovo di più di 700 amministrazioni comunali tra il 10 e il 24 giugno, data prevista per gli eventuali ballottaggi nei casi di comuni con più di 15mila abitanti. A essere chiamati al voto saranno anche 20 comuni capoluogo di provincia, sette di questi con più di 100mila abitanti. L'unico capoluogo di regione che dovrà rinnovare l'amministrazione comunale sarà Ancona. In 15 comuni si voterà per la prima volta dopo le fusioni amministrative: tra questi il più grande è quello di Corigliano-Rossano, diventato il terzo comune più popoloso della Calabria. Si voterà anche in alcuni comuni che non sono capoluogo ma che hanno una importanza non secondaria per tradizione politica (come nel caso di Imola) o per il valore simbolico come nel caso di Ussita, piccolo paese colpito dal terremoto del centro Italia. Si vota anche in due municipi di Roma per l'elezione dei mini-sindaci: si tratta del III e del VIII municipio. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23.

Le sfide nei comuni capoluogo

I comuni capoluogo in cui si voterà saranno 20: Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Massa, Messina, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Teramo, Terni, Trapani, Treviso, Vicenza e Viterbo.

Le sfide nel Centro Italia

Ancona, come detto, è l'unico capoluogo di regione: qui la sfida è tra la sindaca uscente del centrosinistra Valeria Mancinelli, la candidata del M5s Daniela Diomedi e quello del centrodestra Stefano Tombolini. In base ai risultati delle politiche si potrebbe prospettare un ballottaggio tra M5s e centrosinistra. Rimanendo nel centro Italia si vota anche a Teramo (dove si prospetta un ballottaggio tra centrodestra – Giandonato Morra – e M5s – Cristiano Rocchetti -, più indietro il centrosinistra con Gianguido D'Alberto e diviso) e a Terni dove il comune potrebbe passare dopo anni al centrodestra. I candidati sono Paolo Angeletti per il Pd, Leonardo Latini per il centrodestra e Thomas De Luca per il M5s. Nel Lazio si vota a Viterbo: il centrosinistra è diviso con le candidatura di Michela Luisa Ciambella e Francesco Serra. Nel centrodestra il candidato è Giovanni Arena, mentre nel M5s Massimo Erbetti. Altro candidato è il giornalista Filippo Rossi. Il centrodestra sembra quasi certo del ballottaggio, per il resto la sfida è aperta.

Le sfide al Nord

Salendo al nord, in Lombardia si vota a Brescia e Sondrio. A Brescia il centrosinistra candida il sindaco uscente Emilio Del Bono, il centrodestra Paola Vilardi, il M5s Guido Ghidini. Si prospetta un ballottaggio tra centrosinistra e centrodestra, così come a Sondrio, dove il centrosinistra schiera Nicola Giugni, il centrodestra Marco Scaramellini e il M5s Marco Ponteri. In Veneto si vota a Treviso dove si ricandida il sindaco uscente (del centrosinistra) Giovanni Manildo. Per il centrodestra c'è Mario Conte, per i Cinque Stelle Domenico Losappio. Guardando i risultati delle politiche, sono favoriti centrodestra e centrosinistra. Così come a Vicenza dove la sfida è a due tra Otello Dalla Rosa (centrosinistra) e Francesco Rucco (centrodestra): qui il M5s non ha presentato un candidato. Nonostante abbia tenuto le primarie, ha poi deciso di non utilizzare il simbolo.

Sfida interessante a Imperia dove si presenta con una lista civica anche l'ex ministro Claudio Scajola. Contro di lui il centrosinistra schiera Guido Abbo (ma Leu ha un altro candidato), mentre il centrodestra prova con Luca Lanteri. Per il M5s c'è Maria Nella Ponte. Alle politiche di marzo il centrodestra è prevalso davanti a M5s e centrosinistra, ma le divisioni a destra potrebbero portare sorprese. Tre le sfide nei capoluoghi toscani. Si parte da Massa, dove il centrosinistra candida il sindaco uscente Alessandro Volpi, contro Francesco Persiani per il centrodestra e Luana Mencarelli per il M5s. A Siena c'è per il Pd il primo cittadino uscente Bruno Valentini, ma a sinistra ci sono anche altri tre candidati. Il centrodestra candida Luigi De Mossi, mentre i Cinque Stelle hanno vietato di usare il simbolo al candidato che aveva vinto le primarie. A Pisa, roccaforte del Pd, il centrosinistra ha più di un candidato: se la dovranno vedere con Michele Conti per il centrodestra e Gabriele Amore per il M5s.

Le sfide al Sud

Arrivando al Sud, ad Avellino ci sono otto candidati, ma non il sindaco uscente del centrosinistra, al suo posto si candida Nello Piazza. Il centrodestra arriva diviso con Lega e Fi da una parte (che sostengono Sabino Morano) e Fratelli d'Italia dall'altra. Il M5s schiera Vincenzo Ciampi e considerando i risultati delle politiche appare favorito. A Barletta non si ricandida il sindaco uscente: il centrosinistra schiera Dino Delvecchio, ma Sinistra italiana presenta un'altra lista. Diviso anche il centrodestra: Flavio Basile per la Lega e Cosimo Cannito sostenuto da altre liste. Per il M5s c'è Michelangelo Filannino. Alle politiche il MoVimento sfiorò il 50%, raggiunto invece a Brindisi dove parte favorito il suo candidato Gianluca Serra. A sfidarlo Riccardo Rossi per il centrosinistra e due candidati per il centrodestra: Massimo Ciullo (Lega-FdI-NcI) e Roberto Cavalera (Fi e Udc).

Ben 5 i capoluoghi siciliani al voto. Si parte da Catania dove Enzo Bianco, sindaco uscente del centrosinistra, è atteso da una sfida quasi impossibile dopo che il M5s ha sfiorato il 50% alle politiche. Contro di lui schiera Giovanni Grasso, mentre Salvo Pogliese è il candidato del centrodestra. A Messina ci riprova il sindaco uscente Renato Accorinti, sostenuto da liste di sinistra. Ma il centrosinistra contro di lui schiera Antonio Saitta. Per il centrodestra c'è Dino Bramanti, ma in corsa ci sono anche altri tre candidati tra cui il consigliere regionale Cateno De Luca. Anche qui è favorito il M5s. A Ragusa non si ripresenta il sindaco uscente, del M5s, Federico Piccitto. Al suo posto Antonio Tringali che se la vedrà con Peppe Calabrese per il Pd (con il centrosinistra diviso) e con tre candidati del centrodestra. I Cinque Stelle partono dal quasi 50% raggiunto alle politiche. Anche a Siracusa la favorita è la candidata pentastellata Silvia Russoniello: diviso il centrosinistra con due candidati, così come il centrodestra con la Lega che va da sola. Infine, a Trapani si vota dopo solo un anno: nel 2017 il voto andò a vuoto per il mancato raggiungimento del quorum al ballottaggio: questa volta il Pd, senza usare il proprio simbolo, sostiene Giacomo Tranchida. Forza Italia schiera Vito Galluffo, la Lega Bartolo Giglio e il M5s Giuseppe Mazzonello.